Influenza, l’Istituto Superiore di Sanità: 744 casi gravi da settembre a oggi, almeno 160 i decessi

Vaccini
Foto LaPresse/XinHua

ROMA (Alfredo Stella) – Il Flunews, il Rapporto della sorveglianza integrata a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) fa un computo alla 13esima settimana del 2018 dei danni provocati quest’anno dal virus influenzale. Un virus che ha messo a letto più della metà degli italiani, soprattutto anziani e bambini. Si è trattato quello di un nuovo ceppo che da settembre ad oggi ha causato 744 casi gravi, che hanno reso necessario il ricovero in terapia intensiva dei pazienti, tra cui anche 15 donne in gravidanza. Mentre almeno 160 sono le persone decedute. Due le donne in attesa e 11 bambini con meno di 14 anni deceduti per complicanze. Per la prima volta dalla stagione 2009/2010, inoltre, quest’anno tutte le regioni, escluso il Molise, hanno riportato la presenza di casi gravi confermati di influenza ricoverati in terapia intensiva. E i numeri potrebbero essere anche molto più alti – precisano gli esperti – perché quelli oggi disponibili riguardano solo i casi in cui il virus è stato confermato da esame di laboratorio. Dei casi gravi segnalati, il 58% era di sesso maschile, con età media di 60 anni; l’84% presentava almeno una condizione di rischio che poteva predisporre il complicarsi delle condizioni cliniche come diabete, tumori, malattie cardiovascolari o respiratorie croniche. Tra i ceppi circolanti, a esser responsabile delle prognosi peggiori è quasi sempre il virus A/H1N1pdm09 che può provocare polmonite primaria, quando arriva direttamente ai polmoni o può indebolire l’organismo rendendolo più esposto a infezioni batteriche, come la polmonite da pneumococco. Per completezza d’informazione va ricordato che i virus influenzali appartengono al genere Orthomyxovirus della famiglia Orthomyxoviridae.med che è costituito da una particella virale di forma sferica-ovoidale e un nucleo centrale. La superficie è rivestita da un involucro, caratterizzato da due tipi di glicoproteine: l’emoagglutinina (H) e la neuraminidasi (N). L’emoagglutinina è la proteina che permette al virus di avere accesso all’interno delle cellule dell’ospite, dove poi si moltiplica. La neuraminidase permette ai virus formatisi all’interno della cellula di infettare nuove cellule. I virus influenzali si dividono in tre diversi tipi: tipo A, tipo B e tipo C in base alle caratteristiche antigeniche, ovvero delle loro proteine di superficie.

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