M5s e Pd, ecco le differenze sui programmi

Foto Ufficio Stampa Partito Democratico/LaPresse Nella foto: Maurizio Martina

di Elisabetta Graziani

Roma, 27 apr. (LaPresse) – Il Movimento Cinquestelle propone al Pd un contratto di governo sul programma, ma al di là degli intenti, ci sono le rispettive basi di partenza e le prese di posizione grilline sui provvedimenti dei governi Renzi e Gentiloni. Di seguito una carrellata dei punti in comune e delle differenze tra i due schieramenti.

MIGRANTI – Il M5S vuole il superamento degli accordi di Dublino ma ha votato contro la loro riforma in Parlamento europeo (perché ritenuta poco ambiziosa) e punta alla cooperazione internazionale finalizzata anche alla stipula di trattati per i rimpatri. Propone 10.000 nuove assunzioni nelle commissioni territoriali per valutare in tempi certi e rapidi se un richiedente asilo ha diritto o meno a stare in Italia. I Cinquestelle sono contrari allo Ius soli.

Foto LaPresse/Luigi Di Maio

Il PD vuole che sia l’Europa a occuparsi dei migranti e chiede il superamento degli accordi di Dublino, tant’è che ha votato a favore della riforma. Secondo i Dem controllo delle frontiere ha senso se viene fatto a livello europeo, lavorando insieme per la gestione dei confini. Memore dei suoi valori e della sua storia, l’Europa ha il dovere di accogliere i rifugiati politici. Un primo obiettivo è la creazione di un Fondo europeo della difesa che possa gradualmente portare all’istituzione di una guardia costiera e di frontiera comune, garantendo però Schengen. Il PD ritiene prioritario innalzare gradualmente il livello di contribuzione alla cooperazione per raggiungere lo 0,3% del Pil entro il 2020 e in prospettiva arrivare allo 0,7% come previsto dal vertice Onu del 2015. Il Pd è a favore dello Ius soli o Ius culturae.

VACCINI – Pd è a favore dell’obbligatorietà delle vaccinazioni rafforzata dal cosiddetto “decreto vaccini” o “decreto Lorenzin”. Il M5S è favorevole ai vaccini ma contrario al decreto Lorenzin, che impone l’obbligatorietà dei vaccini. I Cinquestelle preferiscono soltanto la raccomandazione.

JOBS ACT – PD vuole mantenerlo, per il M5s va cancellato e va reintrodotto l’articolo 18 ma soltanto nelle imprese con più di 15 dipendenti.

LEGGE FORNERO SULLE PENSIONI – Per il Pd va tenuta, i Cinquestelle vogliono abolirla con più flessibilità in uscita (la quota 100 ottenuta mischiando età e anzianità contributiva). Anche il Pd punta sulla flessibilità con l’Ape sociale, cioè l’anticipo pensionistico concesso a determinate categorie sociali. I Cinquestelle propongono poi pensionamenti con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età.

FISCO – Il Pd vuole tagliare il cuneo fiscale, mentre il M5S preferisce ridurre le aliquote Irpef. Per le famiglie i dem propongono un bonus di 240 euro al mese fino ai 18 anni mentre Di Maio intende dare un’indennità di maternità di 150 euro al mese per i primi anni di vita. Sia i Dem sia i pentastellati sono contrari alla Flat tax.

WELFARE – Il Pd propone il raddoppio delle risorse destinate al Rei, il Reddito di inclusione, rivolto a tutti coloro che vivono una situazione di povertà assoluta. Il M5S ha come cavallo di battagli il Reddito di cittadinanza, rivolto anche a chi è in povertà non assoluta e ha un costo di 15 miliardi l’anno.

EUROPA E TRATTATI COMMERCIALI – Anche su questo punto la posizione del M5S è cambiata negli ultimi mesi, passando da ‘no euro’ a sostanzialmente favorevole. Di Maio ha sempre ribadito però che l’Unione europea deve cambiare registro o, in caso estremo, il M5S è favorevole a un referendum sull’adesione dell’Italia all’Unione. Sia Pd sia M5S chiedono flessibilità nel rapporto deficit-Pil per fare investimenti.

Diversa la posizione sui trattati commerciali internazionali. Il Pd è favorevole al TTIP con gli Usa (poi bloccato da Trump) e al Ceta con il Canada, invece per il M5S questi trattati “rischiano di costituire un grande rischio per la salute dei cittadini europei, non si tratta solo di trattati di libero scambio, ma di vere e proprie riforme istituzionali nascoste”. “Il M5S ha intenzione di contrastare tutti i trattati che mettono a rischio sovranità nazionale, diritti dei lavoratori, preservazione dell’ambiente, della biodiversità e delle risorse territoriali”, scrivevano nei 20 punti del programma depositato al Viminale.

PARTITI – Il Pd vuole applicare l’articolo 49 della Costituzione sui partiti. Il M5S ha una forma fluida basata sulla commistione con la fondazione Rousseau il cui presidente, Davide Casaleggio, è anche presidente della Casaleggio Associati.

DEMOCRAZIA – Il Pd – come ha sottolineato il reggente Maurizio Martina – crede nella democrazia rappresentativa. Il M5S vuole la democrazia diretta.

GIUSTIZIA PENALE – M5s: Modifica 416 ter sul voto di scambio politico mafioso, Riforma della prescrizione, Daspo per i corrotti, Agenti sotto copertura, Intercettazioni informatiche per reati di corruzione. PD, molto critico in merito all’introduzione degli agenti sotto copertura, ha approvato con la fiducia il provvedimento che riforma il processo penale,, incrementa le pene per la rapina e il voto di scambio, promuove una stretta sulle intercettazioni e allunga la prescrizione. Il commento del M5S fu: “Porcate eclatanti”. Luigi Di Maio a proposito disse: “Il Pd ha coronato il sogno di Berlusconi” perché il decreto legislativo sulle intercettazioni “servirà a limitare l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche per la magistratura”.

BUONA SCUOLA – Pd favorevole a correttivi, M5S vuole abolirla. Famosa la frase del candidato ministro all’istruzione M5s Salvatore Giuliano, che pure contribuì a stendere l’impianto originario della riforma – poi tradito, sostiene – ai tempi di Matteo Renzi: “Buona Scuola? Tutta da buttare e da riscrivere da capo. La Buona scuola è la cattiva scuola”.

INFRASTRUTTURE – Il Pd non è contrario a Tav e Tap, il M5S sì e vorrebbe bloccare il Terzo Valico, nonostante sia in parte compiuto e quasi del tutto finanziato. I Cinquestelle criticano tutte le politiche infrastrutturali dei governi Renzi-Gentiloni. Quando la Camera nel dicembre 2016 votò sì alla Torino Lione, Di Maio commentò: “Il Pd difende i propri interessi”. Il programma Cinquestelle tuttavia è cambiato nel tempo in particolare sulle Grandi opere, con una distinzione tra utili e inutili.

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