Milano, minaccia e telefona alla ex collega 445 volte: arrestato stalker

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Foto LaPresse - Polizia Postale 06/02/2018 - Milano ( Mi ) Cronaca Milano, operazione della Polizia sull'attacco informatico alla piattaforma Rousseau del Movimento 5 Stelle Nella foto: immagini della Polizia delle Comunicazioni sull'Operazione Rousseau

Milano, 24 mag. (LaPresse) – Un marocchino di 41 anni è stato arrestato dalla polizia locale di Milano per atti persecutori e minacce nei confronti di una ex collega di lavoro. L’uomo, H.E., in Italia con regolare permesso di soggiorno, è finito in manette in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dalla procura della Repubblica del tribunale di Milano.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti, in più occasioni nel mese di gennaio il 41enne, che per un periodo aveva lavorato con la vittima nel ristorante di proprietà del compagno di questa, ha minacciato la donna telefonicamente e sul luogo di lavoro e, in alcuni casi, anche alla presenza del figlio di sei anni. In un’occasione il marocchino si è presentato fuori dal ristorante simulando all’indirizzo della vittima gesti minacciosi quali il taglio della gola.

Le indagini sono partite quando la vittima si è rivolta al Nucleo tutela donne e minori denunciando gli atti persecutori e le minacce.

Gli agenti dell’Unità tutela donne e minori hanno raccolto tutte le prove a carico dell’uomo e dopo il provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dalla Procura hanno svolto una intensa attività di ricerca dell’indagato che aveva cercato in ogni modo di far perdere le proprie tracce. L’uomo è stato rintracciato lo scorso venerdì, 13 maggio, in piazzale Loreto all’intersezione con via Andrea Doria. Dopo le procedure è stato portato in carcere a San Vittore.

“Come purtroppo tante storie ci ricordano – commenta in una nota la vicesindaca Anna Scavuzzo – nessuna minaccia è da sottovalutare. Lavoriamo tutti perché le donne che subiscono aggressioni trovino sempre la forza di denunciare, perché fermare queste persone è possibile e il contributo delle vittime è determinante”.

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