Boldrini suona la sveglia per le Europee, ma il Pd non sente

L'ex presidente della Camera invoca la lista unica per non restare fuori dai giochi

Foto Lo Debole/Bianchi/LaPresse

ROMA – L’ex presidente della Camera Laura Boldrini, ora ridotta al ‘rango’ di semplice parlamentare di una forza politica, Leu, che da sola non raggiunge percentuali a due cifre, punta sull’alleanza con il Pd per non restare fuori dall’Europa.

O si fa l’unione o si muore

Il Pd resta fermo al 17% prima di pensare seriamente all’Europa deve trovare il modo di risalire la china. Nonché di svolgere il congresso nazionale e scegliere un leader credibile anche agli occhi dell’Europa. Leu con il 3% circa dei consensi, stando agli ultimi sondaggi, rischia di non riuscire a strappare neanche uno scranno europeo. Insomma per le forze del centrosinistra sono tempi duri. Da qui la proposta della Boldrini di accelerare sulla composizione di una lista unitaria.

Centrosinistra sotto un’unica sigla

La proposta già avanzata tempo fa non ha trovato risposta nei democrat che più che ad alleanze italiane pensano a come stare al passo con il presidente francese Emmanuel Macron tirando dentro anche il greco Alexis Tsipras. “Dal Pd per adesso non è arrivata alcuna reazione – racconta Boldrini – Le prossime elezioni europee saranno epocali e la mia proposta è di fare, di fronte a una situazione straordinaria, un’iniziativa straordinaria mai fatta prima: una lista aperta senza simboli di partito, con un nuovo simbolo e lo slogan ‘Cambiare l’Europa per salvare l’Europa’. Diamo la precedenza a tanti mondi che non si ritrovano nel Pd o in Leu ma che ci sono, che hanno competenze. Facciamo una lista su 5 punti importanti per il futuro dei nostri figli e facciamo rappresentare queste priorità da chi ha competenze”.

L’appello ai dem

L’ex presidente della Camera si spinge oltre, quasi fosse credibile come stratega politica, invitando il Pd a non disperdere energie sul congresso. “Il Pd è molto occupato nell’iter interno per il congresso – sostiene Boldrini – ma oggi bisogna uscire da queste liturgie legate a un’idea diversa di partecipazione che oggi non si riscontra più. Bisogna fare un’operazione netta e chiara di apertura, facendo sì che chi dimostra nelle piazze, protesta e non si ritrova nella politica salviniana possa avere parola.

Ci stiamo perdendo per strada pezzi di realtà che chiedono rappresentanza. Abbiamo un fronte sovranista che si sta organizzando a livello internazionale e noi rischiamo di estinguerci a forza di fare distinguo. Farò tutto quello che è nelle mie facoltà, (e qualcuno direbbe ben poco ndr), per aprire a quel mondo che è deluso, che magari ha votato 5 Stelle e che oggi non ci sta più perché non voleva il matrimonio con la destra sovranista di Salvini”. Ma stando ai sondaggi il M5S regge e con la Lega arriva, stando agli ultimi sondaggi, a punte di consensi del 60%. Addio sogni di gloria.

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