‘Ndrangheta e appalti: duro colpo alla cosca Alvaro, in manette anche il sindaco di Delianuova

I 18 fermati sono accusati associazione a delinquere di stampo mafioso. Tra loro anche due imprenditori

Foto LaPresse

REGGIO CALABRIA – Duro colpo alla ‘ndrangheta, stroncata la cosca Alvaro, famiglia di Sinopoli. Diciotto i fermati questa mattina dai carabinieri. Nel provvedimento cautelare emesso dalla Procura vengono contestati i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, truffa aggravata, estorsione e trasferimento fraudolento di valori.

Secondo la Dda di Reggio  Calabria anche il sindaco di Delianuova avrebbe avuto rapporti con la ‘ndrangheta. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri e dall’aggiunto Gaetano Paci e dal sostituto Giulia Pantano, dimostrerebbe che il primo cittadino finito in manette sarebbe parte di una delle più potenti famiglie della Piana di Gioia Tauro.

Il colpo assestato oggi dimostra, questa la tesi dell’Antimafia, ancora una volta la stretta relazione tra amministratori della cosa pubblica, imprenditori e mafie.

Appalti, politica e potere: la rete degli Alvaro

Tra i tanti affari malavitosi degli Alvaro c’era anche il business degli appalti pubblici, circostanza che attesterebbe la commistione tra malavita e settori pubblici dello Stato. Ed è uno degli aspetti fondamentali che i Pm hanno sottolineato. La rete del potere di tante famiglie mafiose, camorristiche e appartenenti alla ‘ndrangheta si regge proprio sulla capacità di penetrare in alcuni settori dello stato con molta facilità. Negli anni, nonostante numerosi arresti di boss finiti dietro le sbarre per decenni, la famiglia si è arricchita con gli appalti: infatti, oltre ad esponenti politici locali, in manette sono finiti anche due imprenditori della zona, strettamente legati alla cosca calabra.

Il sindaco di Delianuova fermato dai Carabinieri

A Francesco Rossi, attuale guida dell’amministrazione di Delianuova, le ipotesi di reato contestate riguardano quando ricopriva il ruolo di vicesindaco. Oltre ad interferire nelle assegnazione degli appalti, Rossi avrebbe favorito gli Alvaro all’interno delle istituzioni e degli enti locali a tutti i livelli. L’indagato era riuscito a farsi eleggere nel consiglio metropolitano di Reggio Calabria. “L’indagine di oggi – ha commentato il procuratore Bombardieri – fotografa le attuali dinamiche criminali degli Alvaro. Avevano ingerenze sulla cosa pubblica di Delianuova”.

 

 

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