Roma, minaccia una suora e sfregia la statua del santo, finisce in carcere

137
Foto LaPresse - Vince Paolo Gerace
ROMA – Momenti di terrore nella parrocchia del Santo Spirito in Sassia. Nella mattinata un cittadino di origini polacche ha scatenato il panico fra gli avventori della chiesa. L’uomo ha fatto irruzione nell’edificio in via dei Penitenziari mentre alcune suore stavano pregando ed ha distrutto la statua di un santo. Lo squilibrato ha poi minacciato una delle sorelle, che stava cercando di fermarlo. Bloccato dai carabinieri, è stato condotto in caserma e quindi tradotto nel carcere di Regina Coeli su ordine del magistrato di turno.
Follia a due passi da piazza San Pietro, la violenza contro l’immagine di San Luigi Gonzaga

Sembra una mattinata tranquilla in via dei Penitenziari. Le consorelle sono intente nelle loro orazioni quando, senza alcun preavviso, il portone viene spalancato con violenza. Un uomo sulla quarantina, in evidente stato di agitazione, entra nella chiesa. Senza dare alcuna spiegazione afferra una delle colonne in gesso e la strattona, fino a sradicarla. Fuori di sé, si è diretto verso la statua di San Luigi Gonzaga ed ha preso a colpirla. Una delle suore ha cercato di intervenire per fermare l’uomo. Inutilmente. Dopo aver minacciato la religiosa l’uomo ha proseguito nella sua opera di distruzione.

L’allarme delle suore e l’intervento dei militari, si indaga sul movente della furia

Immediato l’allarme della confraternita di monache. Le donne hanno immediatamente contattato i carabinieri. Una pattuglia dei militari dell’Arma è intervenuta sul posto, bloccando l’uomo fuori di sé dalla  rabbia a conducendolo in caserma per l’identificazione. Il magistrato di turno ha poi disposto che il 40enne di origini polacche venisse tradotto presso il carcere di Regina Coeli. Verrà arrestato per il reato di danneggiamento aggravato e violenza privata. E’ ancora mistero sul movente che ha portato l’uomo allo scoppio di violenza, che ha gettato nel caos la comunità parrocchiale.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome