Calcio, Borriello: avrei voluto finire carriera al Napoli

"Resterò un tifosissimo del Napoli, lo ero da bimbo e lo sono adesso. Avrei voluto finire la carriera nella squadra del mio cuore anche da terza punta perché conosco Ancelotti, ma la dirigenza ha fatto scelte diverse e lo capisco. Il mister è uno che fa sentire tutti importanti".

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Foto Fabio Murru/LaPresse
Milano, 12 ott. (LaPresse) – “Resterò un tifosissimo del Napoli, lo ero da bimbo e lo sono adesso. Avrei voluto finire la carriera nella squadra del mio cuore anche da terza punta perché conosco Ancelotti, ma la dirigenza ha fatto scelte diverse e lo capisco. Il mister è uno che fa sentire tutti importanti”. Marco Borriello, attualmente all’Ibiza, squadra della terza divisione spagnola, parla così della sua nuova esperienza non senza rimpiangere il Napoli. “Ho fatto una scelta di vita, ma seguirò sempre il Napoli. Sono all’Ibiza perché qui c’è un progetto serio, pensate che ci sarà la ristrutturazione dello stadio e il presidente vuole portarlo in pochi anni nella massima serie. Quando smetterò di giocare, proseguirò il mio lavoro e la mia vita qui in società. Il duello Napoli-Juve? La Juventus si rinforza ogni anno. Ancelotti ha avuto qualche difficoltà iniziale, ma poi ha preso in mano la situazione e le ultime partite del Napoli sono state bellissime. C’è fiducia nel futuro anche perché il Napoli è forte. Al di là dei singoli, la squadra funziona ed è un piacere vederla giocare. Manca la ciliegina sulla torta e quindi un Higuain o un Ronaldo, magari la società si attrezzerà”.

dunque

Ripercorrendo la sua carriera, Borriello ha ricordato che “tra le tante squadre in cui ho giocato, sono molto legato al Milan dove sono cresciuto e ho arricchito il mio bagaglio tecnico e umano. A Roma ho iniziato bene, ma la nuova società mi ha tolto dai programmi tecnici e si è incrinato il rapporto, ma resta un buon feeling con la città ed i tifosi. Alla Juve sono stato solo 6 mesi, ho vinto uno scudetto ed ho conosciuto persone fantastiche. Lì è come entrare in fabbrica, ognuno rispetta il suo ruolo e il clima è rigido, ma vincente e alla fine nel calcio conta vincere. In altre piazze ho riscontrato più passione – ha concluso – L’esplosione di Piatek? E’ in un momento di grazia. E’ in massima fiducia e appena prende la palla trova la porta e sono passati solo 2 mesi dall’inizio del campionato, per cui le qualità le ha. Aspettiamo ancora un po’ per valutarlo, ma mi pare abbia fame e fisico e le premesse per essere un grande bomber ci sono tutte”.

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