Maltempo, persi 48,8 miliardi di euro in 20 anni per le calamità naturali

Secondo l'Unisdr il nostro Paese si colloca tra i dieci più colpiti al mondo per calamità naturali

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Foto Stefano Bertolino/LaPresse07-06-2018 Bussoleno - ItaliaCronacaMaltempo, nubifragio a Bussoleno: frane e allagamentiNella foto: i danni dopo la violenta pioggia

Milano (LaPresse) – Il maltempo che si è abbattuto sulla Sardegna fa salire il conto dei danni causati in Italia negli ultimi venti anni dalle calamità naturali a 48,8 miliardi di euro. Secondo un’analisi della Coldiretti su dati Unisdr, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di disastri naturali, il nostro Paese si colloca tra i dieci più colpiti al mondo per alluvioni, siccità, tempeste, ondate di calore e terremoti. Nel periodo considerato a livello planetario hanno ucciso 1,3 milioni di persone e provocato perdite economiche per 2507 miliardi di euro. Dei quali il 77% per diretta conseguenza dei cambiamenti climatici. Una tendenza confermata anche dal 2018. Che si classifica fino a ora al quarto posto tra gli anni più bollenti del pianeta. Facendo registrare una temperatura media sulla superficie della Terra e degli oceani superiore di 0,76 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo.

Secondo l’Unisdr il nostro Paese si colloca tra i dieci più colpiti al mondo per calamità naturali

Il surriscaldamento è evidente anche in Italia. Si è registrata una temperatura superiore di 1,53 gradi la media storica quest’anno, il più caldo dal 1800, quando sono iniziate le rilevazioni. Un processo che è accompagnato da una progressiva tropicalizzazione del clima. Con il moltiplicarsi di eventi estremi che hanno provocato finora secondo la Coldiretti danni per 600 milioni di euro all’agricoltura. “E’ l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli”, sottolinea il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, “i cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio”.

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