Corruzione, la Procura chiede 4 anni e 6 mesi per Raffaele Marra

Il pubblico ministero Barbara Zuin ha chiesto anche che l'appartamento venga confiscato e che a Marra non vengano riconosciute le attenuanti generiche.

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Marra rischia 4 anni e mezzo
Foto LaPresse - Andrea Panegrossi

ROMA – La Procura di Roma usa la mano pesante per Raffaele Marra. L’ex capo del personale del Comune di Roma rischia una condanna a 4 anni e 6 mesi di carcere. E’ questa la richiesta degli inquirenti nell’ambito del processo che vede Marra accusato di corruzione per la compravendita di un appartamento.

Quasi 400mila euro per comprare un appartamento, la Procura chiede 4 anni e mezzo per Raffaele Marra

Il pubblico ministero Barbara Zuin ha chiesto anche che l’appartamento venga confiscato e che a Marra non vengano riconosciute le attenuanti generiche. Tutto parte dell’arresto dell’ex braccio destro di Virginia Raggi alla fine del 2016 insieme all’imprenditore Sergio Scarpellini. Secondo le accuse, nel 2013 Marra ricevette 370mila euro proprio da Scarpellini. Denaro che sarebbe servito per acquistare un appartamento nella zone di Prati Fiscali, poi intestato a sua moglie. “Il cuore del processo sta nel capire se questa dazione sia stata un prestito tra amici o invece il ‘prezzo per piegare la pubblica funzione di Marra agli interessi del costruttore Scarpellini, se fra i due ci sia stato un rapporto di amicizia o di corruzione”, ha affermato il pm nel corso della requisitoria.

L’ex capo del personale del Comune di Roma si difende dall’accusa di corruzione: “I soldi erano per mia moglie, li avrei restituiti a Scarpellini”

La posizione di Scarpellini, imputato per concorso in corruzione, è stata stralciata alla luce delle sue condizioni di salute critiche. “Marra non avrebbe potuto fare nulla per me quando era al Comune di Roma. Non sapeva nulla dei miei rapporti professionali con il Campidoglio”, dichiarò l’imprenditore. Lo stesso ex capo del personale si difese affermando come quei soldi “erano per mia moglie. Il denaro sarebbe stato restituito, io ho fatto solo da mediatore e mi sono rivolto a un amico per avere quella cifra”. L’accusa, però, la vede diversamente. Marra, oggi libero, ha passato già 4 mesi dietro le sbarre oltre a un periodo agli arresti domiciliari. E le ore difficili non terminano qui. E’ infatti attesa per domani la sentenza nel processo (in abbreviato) che vide imputata proprio Virginia Raggi. L’ipotesi di reato è falso per la nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele, come direttore del dipartimento Turismo.

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