Sanità, non solo il servizio delle Iene: esplode il ‘caso Campania’. Parlano i pazienti

Li abbiamo incontrati negli ospedali del capoluogo, al Cardarelli, Cotugno, Ascalesi, Monaldi, Loreto Mare, Ponticelli, Cotugno, S. Giovanni Bosco, a Nola, Giugliano, Frattamaggiore, Torre del Greco e Castellammare. Ma anche nei nosocomi di Terra di Lavoro. La sanità campana non funziona. Lo dicono tutti e lo sanno tutti, tranne il salernitano-governatore-commissario Vincenzo De Luca

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NAPOLI – Il servizio-scandalo delle Iene, la nota trasmissione tv di Italia 1, sull’Asl di Caserta ha scoperchiato il vaso di Pandora e mostrato a tutta Italia che la sanità, in Campania, è un vero e proprio ‘caso’. Noi lo abbiamo scritto tante volte, sulla base di servizi giornalistici negli ospedali, di accurati report ministeriali, delle denunce dei sindacati, dei processi penali. La sanità campana non funziona. Lo dicono tutti e lo sanno tutti, tranne il salernitano-governatore-commissario Vincenzo De Luca. Per il quale “è tutta una montatura dei giornali”, “attacchi dei giornalisti” definiti “sfessati”, “cialtroni”, addirittura “camorristi”. Come se i giornalisti non fossero pure semplici cittadini che devono curarsi, mettersi in lista d’attesa, usufruire della sanità pubblica. Come se a un giornalista facesse piacere sapere e scrivere che curarsi, in Campania, è un terno al lotto.

Le parole dei cittadini

Ma il pregiudizio è duro a morire. La convinzione pure e la faccia tosta di chi nega l’evidenza ancora di più: allora al governatore dimostriamo che quello che scrivono i giornalisti è semplicemente quello che dicono i cittadini. Li abbiamo incontrati ieri negli ospedali pubblici di Napoli, Caserta e provincia: in attesa al Pronto soccorso, al Cup, nei parcheggi. Ci hanno raccontato le loro storie, le loro esperienze, e dato il loro giudizio su quella sanità che lei, governatore De Luca, si ostina a ridurre a una griglia, a un punteggio: “Abbiamo guadagnato tot punti”, “Eravamo ultimi cinque anni fa, siamo terzultimi adesso”.

Alla gente queste vittorie di Pirro non interessano. Alla gente interessa ciò che vede e sperimenta sulla sua pelle. E se per prenotare una visita ortopedica servono sette mesi, se fino a gennaio bisogna pagare le prestazioni perché i budget sono terminati a settembre, se devono peregrinare tra sette ospedali perché i macchinari dell’anteguerra ad essi in uso non riescono a dare risposte chiare, non c’è classifica che tenga. Le legga, De Luca, le esperienze di queste persone: sono cittadini della sua regione, magari qualcuno tra loro l’avrà pure votata, una risposta se la meriterebbero.

Siamo abituati a scrivere la verità

Sono mesi che ‘Cronache’ porta il conto del suo annuncio del 30 gennaio 2017: “Tra due anni la Campania sarà la prima regione d’Italia nella Sanità”. Tra 83 giorni l’ora X arriverà ma le cose non stanno affatto come dice lei. Le possiamo assicurare che saremmo felici di scrivere il contrario, che le cose vanno bene, che i servizi funzionano, che la politica non permette a persone senza titoli di decidere della vita e della morte delle persone solo perché “funziona così”. Ma siamo abituati a scrivere la verità. E, ci consenta, la verità è quella che raccontano queste persone che ci mettono la faccia. Loro, ne siamo certi, non hanno alcun interesse a mentire.

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