Deficit-pil, arriva l’apertura del governo pentaleghista all’Ue

Dl sicurezza, oggi la fiducia alla Camera, in Senato al via l'iter per ddl anticorruzione

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse

ROMA – Il governo giallo-verde apre all’Europa, sulla manovra di bilancio: è possibile rivedere i decimali e ridiscutere il rapporto deficit-pil. Intanto, oggi, alla Camera verrà posta la fiducia al dl Sicurezza, mentre al Senato, in Commissione Giustizia, il ddl Anticorruzione.
Modificare la manovra è possibile
Dopo la cena tra il premier Giuseppe Conte e il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker, è evidente un ammorbidimento della posizione del governo pentaleghista sulla manovra di bilancio. Il presidente del Consiglio è stato chiaro: l’Ue non scherza, serve garantire la tenuta del patto economico generale. Da qui l’idea che non bisogna essere fiscali sul rapporto deficit -pil. “Nessuno si attacca ai decimali – ha detto il vicepremier leghista Matteo Salvinipossiamo valutare la possibilità di scendere dal 2,4% al 2,2%”. Stessa linea per il vicepremier Luigi Di Maio. “Le riforme restano – ha sostenuto – perché noi non difendiamo i numerini ma i cittadini”.

Fiducia al dl Sicurezza

Calendarizzato per oggi alla Camera il voto sul dl Sicurezza, che rappresenta la prova del nove per il governo pentaleghista. Salvini ha già avvisato: “Se arriva lo stop al dl sicurezza, il crollo del governo è inevitabile”. Un avvertimento che ha fatto leva sui pentastellati che si erano impuntati sulla necessità di apportare modifiche sostanziali al testo.Ciò significa che, il voto di oggi, dovrebbe essere unanime e confermare la compattezza della maggioranza.

Ddl anticorruzione

Il documento, dopo l’approvazione a Montecitorio, oggi arriverà in Commissione Giustizia del Senato, per il via all’iter utile ad introdurre un emendamento contro il peculato. Una mossa necessaria per tentare di porre rimedio al disastro della settimana scorsa, quando il governo, proprio su questo, è ‘andato sotto’. Stando alle previsioni il ddl Anticorruzione, a meno che non si verifichino altre spaccature, dovrebbe essere licenziato dal Senato entro la prima quindicina di dicembre e arrivare all’approvazione definitiva, alla Camera, entro la fine dell’anno.

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