California, racconta alla madre di essere gay: bambino di 10 anni torturato e ucciso

Il piccolo ha subito violenze anche dai fratelli e dal patrigno. Sul suo corpo rinvenuti anche tagli e bruciature prima del decesso in ospedale.

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Police cars are seen outside a country music bar and dance hall in Thousand Oaks, west of Los Angeles, after a gunman barged into a large, crowded venue and opened fire late November 7, 2018, killing at least 11 people, US police said. (Photo by Javier TOVAR / AFP)

LOS ANGELES – Ucciso dalla mamma e dal patrigno perché aveva confessato di essere gay. È l’agghiacciante storia di degrado arrivata dagli Stati Uniti. Anthony Avalos, bambino di 10 anni, è stato ucciso dalla madre e dal suo compagno per aver parlato della propria omosessualità. Il piccolo avrebbe raccontato alla madre che gli piacevano sia le bambine che i bambini. Una frase che ha scatenato la rabbia della donna nella California del sud.

Maltrattato e picchiato anche dai fratelli maggiori

Il giovanissimo Anthony sarebbe stato quindi maltrattato davanti agli occhi dei suoi fratellini più piccoli, costretti anche loro a picchiare e a lottare con lui. Del resto nei mesi scorsi anche Papa Francesco si espose sul tema con affermazioni forti. “Se l’omosessualità si manifesta da bambino – asserì il pontefice –, ci sono tante cose da fare con la psichiatria”.

I segni della tortura inferta

Il referto del medico legale dimostra che il piccolo è stato trovato con gli occhi infossati, bruciature su tutte le parti del corpo e tagli sotto i capezzoli. Anthony era così magro e che quando è morto in ospedale le sue costole erano ben visibili. Aveva anche lividi e cicatrici sulla schiena e sul sedere.

I raccapriccianti dettagli delle violenze

Numerosi gli abusi trovati sul corpo del bimbo: segni di sigarette spente sul volto, ferite sulla testa e lividi su tutto il corpo. In base al referto Anthony presentava ferite anche alle anche e ai piedi. Leiva, la madre di Anthony (32 anni) e il suo compagno Barron (29) si sono entrambi dichiarati non colpevoli.

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