Appalti, Savoia e Vitale a casa di Marino. Le intercettazioni

L’indagine, ancora in corso, che ha acceso i riflettori sulla procedura a 6 zeri, è coordinata dai pm Maurizio Giordano, Fabrizio Vanorio e Gianfrancò Scarfò della Dda di Napoli

632
In senso orario, Carlo Savoia, Carlo Marino, Marcello Iovino e Giuseppe D'Auria

CASERTA“Ma quello là è una bozza del nuovo… del futuro capitolato e disciplinare…”. Era il 3 novembre del 2017. A Caserta, negli uffici di palazzo Castropignano, i tecnici del Comune preparavano la gara per il servizio di igiene urbana. Un appalto da 115 milioni di euro. Quelle carte, però, secondo i carabinieri per la Tutela ambientale, prima di essere pubblicate ufficialmente, erano già arrivate negli uffici della Xeco srl, la società di Carlo Savoia: “Costano di più… che poi noi i sacchi… – spiegava l’imprenditore ad Anna Scognamiglio, la sua assistente – quando andiamo a rispondere, possiamo mettere che non diamo tutti i sacchi… e quindi ci possiamo apparare in questo modo, come abbiamo fatto pure per Casavatore”.

La bozza del bando negli uffici della Xeco

Qualcuno dell’amministrazione comunale, secondo gli inquirenti, aveva dato alla Xeco la documentazione del futuro disciplinare e del capitolato ‘prima del tempo’. A confermare la tesi messa nero su bianco dai militari dell’Arma ci sarebbe un’altra conversazione, del 6 novembre del 2017, registrata sempre tra Savoia e la sua collaboratrice: “Perché dentro le carte che abbiamo avuto non ci sta il contratto di servizio…”. E i dati che elencavano dell’appalto, dalle cifre (115 milioni di euro) alla durata (7 anni), stando ai riscontri svolti dei carabinieri, erano tutti corrispondenti con quelli presenti nel bando pubblicato dal Comune l’undici gennaio del 2018.

L’indagine, ancora in corso, che ha acceso i riflettori sulla procedura a 6 zeri, è coordinata dai pm Maurizio Giordano, Fabrizio Vanorio e Gianfrancò Scarfò della Dda di Napoli.

L’inchiesta ha coinvolto anche Carlo Marino. Dall’attività investigativa sono emersi vari incontri tra il sindaco di Caserta e Pasquale Vitale, avvocato 57enne, per gli inquirenti braccio destro di Savoia.

L’incontro a casa di Marino

Il primo contatto tra Marino, a casa sua, con Vitale e lo stesso Savoia viene monitorato il 3 febbraio del 2018. Scesi dall’auto, una Mercedes Glk, Savoia invitò Vitale a prendersi alcune carte. “Vuoi tenerle tu, mettitele tu…”, col chiaro intento, affermano gli investigatore, “di celarle sulla loro persona”. Attraversata la strada, guardandosi più volte alle spalle, si diressero verso il cancello dell’abitazione del primo cittadino.

Dall’attività investigativa è emerso che Savoia e il suo staff si sarebbero ‘mossi’ oltre che per il bando della raccolta dei rifiuti e per la realizzazione dell’impianto di compostaggio, anche per l’installazione delle cosiddette ‘Case dell’acqua’ in sette punti diversi della città.

A partecipare alla procedura e a vincerla è stata la Lab Green di Gennaro Cardone. Della gara ne parlano sempre negli uffici della Xeco srl. Proprio Cardone a Savoia raccontò quello che era accaduto nella seduta pubblica del 27 dicembre scorso, durante la quale vennero aperte le buste.

“Sono andato là ed eravamo quattro di noi… e ho fatto fuori a due di loro – riferisce Cardone a Savoia. – Iovino (Marcello, dirigente del Comune di Caserta, in pensione da ottobre ndr.) – ha fatto fuori a due di loro siamo rimasti io e Enco. Adesso devono valutare. Adesso ci vuoi tu, più di questo non posso fare”. “Quindi – gli rispose Savoia – siamo rimasti noi e questi qua… lo facciamo fuori!”. La gara a marzo è stata assegnata alla Lab Green.

Le intercettazioni

A maggio, invece, vengono monitorati altri contatti tra Vitale e Marino. I due si vedono il 2 maggio del 2018 nei pressi dello studio del sindaco. Diciannove giorni dopo si incontrano in Comune. E il primo giugno viene pubblicato il bando per la raccolta rifiuti con scadenza della presentazione delle offerte il 16 luglio.

Il 17 giugno, annotano i carabinieri, ennesimo appuntamento tra il primo cittadino e Vitale. Dopo alcune ore il 57enne chiamò Savoia per dirgli di doverlo raggiungere “per fare qualche riflessione”. Marino nel suo studio legale riceve un’altra visita di Vitale il 12 luglio. E nelle 24 ore successive all’incontro, attestano i militari dell’Arma, veniva pubblicato un “avviso di proroga termini” in merito alla gara d’appalto per il servizio di igiene urbana. Il giorno dell’apertura delle buste si ripete il faccia a faccia tra il presunto braccio destro di Savoia e Marino. Il legale 57enne poi contatta il santarpinese: i due, stando a quanto ascoltato dai carabinieri, nella chiacchierata fanno riferimento alla nuova settimana che inizia l’indomani, come se dovesse accadere qualcosa di significativo.

A spiegare il contenuto della conversazione sarebbe un’altra intercettazione captata tra Iovino e Giuseppe D’Auria, 63enne, membro della commissione giudicatrice della gara per la raccolta rifiuti. Era il 15 ottobre scorso: i due parlando indicano il mercoledì successivo come giorno di apertura delle buste.

La Fiera a Rimini

E l’attività investigativa, al momento, si chiude con un incontro fuori regione tra Savoia e D’Auria: dopo un complesso giro di messaggi, appuntamenti ed interventi di terze persone, si vedono l’8 novembre a Rimini, presso la Fiera Ecomondo 2018. Niente di apparentemente illegale nei vari incontri registrati dai militari per la Tutela ambientale.

Il ‘mondo’ Cite

Savoia, Marino e gli altri personaggi citati negli atti di inchiesta sono innocenti fino a prova contraria. Ma la procura distrettuale antimafia intanto continua il suo lavoro: e con l’attività investigativa coordinata dai pm Giordano, Vanorio e Scarfò avrebbe fatto emergere “l’egemonia imprenditoriale” nel settore della raccolta e del trasporto rifiuti nei comuni casertani e napoletani da parte del Cite, struttura riconducibile a Savoia: un consorzio composto da 10 società: la Oikos Ecologia, la Ecoservice, la General Enterprise, la Parente Trasporti, la Merano Trasporti, la Ad Logistica, la Germani, la Fontana Service e la Xeco, tutte srl. Un sistema, quello individuato dalla Dda, che avrebbe in Savoia la figura cardine, abile “nell’ingraziarsi appartenenti all’amministrazione pubblica” e in grado di aggiudicarsi, secondo l’ipotesi di reato, bandi di gara e affidamenti diretti nel settore ambientale. L’ipotizzato sistema non si sarebbe limitato a Caserta, ma, secondo l’Antimafia, ha allungato i suoi tentacoli anche ad Aversa, Casandrino, Cardito, Sant’Arpino e Recale.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome