Salvini: “L’Ue faccia le pulci a Macron, non a noi”

Netta smentita rispetto al voto anticipato e a presunte tensioni con Di Maio

Foto Palazzo Chigi/Filippo Attili/LaPresse in foto Matteo Salvini

ROMA – Il vicepremier Matteo Salvini non ci sta alla disparità di trattamento che l’Unione europea attua verso l’Italia rispetto agli altri Stati membri. Se è vero che serve fare di tutto per evitare la procedura di infrazione da parte della Commissione, è altrettanto vero che l’Ue non può ignorare i problemi del presidente francese Emmanuel Macron alle prese con una vera e propria rivolta sociale: quella dei gilet gialli.

Nessuno guardi dall’altra parte

Per Salvini lo strappo con l’Ue è ricucibile. “Sono ottimista sul fatto che una soluzione si trovi – ha detto da Gerusalemme – Noi come italiani la soluzione l’abbiamo trovata, per questo confido nel buon senso di Bruxelles. Mi rifiuto di immaginare che si faccia finta di niente di fronte alle richieste miliardarie che arrivano da un Macron in evidente difficoltà, e si facciano le pulci in tasca agli italiani. Sarebbe veramente la fine di questa Unione europea”.

Due pesi due misure

Se l’intento dell’Ue è quello di utilizzare due pesi e due misure a seconda della simpatia che nutre rispetto ai governi dei Paesi membri è chiaro che i pentaleghisti anziché ammorbidire i toni, passeranno al contrattacco.

Nessuna tensione tra Lega e 5 Stelle

Il leader del carroccio lo ribadisce chiaro e tondo: il governo resterà in carica i 5 anni previsti. E a chi chiede se, viste le previsione dei sondaggi, è tentato dal voto anticipato risponde così: “L’ennesima balla giornalistica una bufala, non so più in che lingua dirlo. Abbiamo firmato un impegno di cinque anni e andiamo avanti cinque anni. Se qualcuno si augura il contrario, ci resterà male”.

Attenti a quei due

L’alleanza di governo tra Salvini e il vicperemier pentastellato Luigi Di Maio resta salda. Un concetto che anche l’Ue deve fare suo prima e dopo le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo che potrebbero ridisegnare i volti di un’Unione che così com’è non sembra riflettere le aspettative dei padri fondatori e tantomeno dei cittadini.

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