Arresti a Castellammare, i presunti legami di Greco con la politica locale e nazionale

Lo rivela Il Fatto Quotidiano. Nella rete dell'imprenditore figurano il deputato di Forza Italia Antonio Pentangelo e i parlamentari azzurri Luigi Cesaro e Carlo Sarro.

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CASTELLAMMARE DI STABIA – Parlamentari e consiglieri regionali. Per lo più di centrodestra. Ma pure un assessore comunale di centrosinistra. Il deputato di Forza Italia Antonio Pentangelo, i parlamentari azzurri Luigi Cesaro e Carlo Sarro, l’ex deputato di Scelta Civica Antimo Cesaro. Ma anche l’ex senatore Antonio Milo, il consigliere regionale Udc Pasquale Sommese, l’ex assessore comunale Pd Nicola Corrado. Sarebbe questa, secondo quanto scrive Vincenzo Iurillo su Il Fatto Quotidiano, la rete delle relazioni politiche di Adolfo Greco.

L’imprenditore stabiese della distribuzione del latte è finito in carcere a inizio mese con accuse di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Greco avrebbe fatto da mediatore di trattative tra i clan camorristici della zona e altri imprenditori costretti a pagare il pizzo.

La scalata del figlio a palazzo Farnese

I nomi, come scrive il giornalista Iurillo per Il Fatto, sbucano da una pagina di una informativa di reato della Questura di Napoli che mette in apprensione i politici orbitanti intorno a Castellammare. È la numero 11 di un librone di più di 800 pagine che ha in Greco l’attore protagonista. È la parte dedicata alla campagna elettorale del figlio, Luigi Greco, candidato ed eletto al consiglio comunale nel 2013 nella coalizione di Forza Italia e del centrodestra. Il foglio della comunicazione di notizia di reato accenna ai risultati di indagini svolte, forse ancora in corso, e tuttora coperte da segreto investigativo.

I legami con la politica

Sono le indagini su Greco e la politica. E su un affare di Greco, l’housing sociale nell’ex area Cirio, che aveva bisogno dell’ok della politica. È un mondo che ancora non si è disvelato del tutto ed è oggetto di altre informative non depositate. La pagina agli atti dell’arresto accenna ad alcune delle relazioni di un uomo ricchissimo – gli hanno ritrovato 2 milioni e 700mila euro in contanti nascosti dietro a un muro scorrevole – e potente. Greco ha aiutato il figlio, il 22esimo dei 39 nomi denunciati nell’informativa, a salire gli scranni di Palazzo Farnese.

Il profilo di Greco jr

Avvocato, giornalista pubblicista, amante delle auto di lusso, spesso vicino al padre in alcune delle intercettazioni ambientali e quindi consapevole degli affari del genitore, Luigi Greco nel 2013 si è candidato al consiglio comunale di Castellammare di Stabia ed è risultato uno dei più votati con 677 preferenze. Le intercettazioni delle telefonate di quella campagna elettorale non sono ancora note. Ma secondo i poliziotti, seppur prive di rilevanza penale, “permettevano di comprendere e decifrare comportamenti e relazioni sociali, politiche e delinquenziali che rivestiranno, in seguito, particolare interesse investigativo ai fini della ricostruzione delle molteplici, e per certi versi oscure, attività poste in essere da Adolfo Greco”.

Il piano Cirio

Secondo la lettura degli investigatori riportata da IlFattoQuotidiano.it, la candidatura di Greco jr nella coalizione di centrodestra del candidato sindaco Antonio Pentangelo – sconfitto dal dem Nicola Cuomo – avrebbe prodotto degli effetti. “Quest’ultimo (Pentangelo, ndr), come le indagini dimostreranno, difatti, avrebbe poi assunto un ruolo strategico fondamentale nello scacchiere di Adolfo Greco per la realizzazione dei suoi intenti criminosi riguardo alle vicende concernenti la riqualificazione dell’area ex industriale Cirio (di proprietà di Greco, ndr) ed alle vicende legate all’Area Sviluppo Industriale di Castellammare di Stabia. Pentangelo costituiva infatti l’anello di congiunzione tra l’imprenditore indagato e il deputato Luigi Cesaro, detto Giggino a Purpetta”.

Il ‘delfino’ Pentangelo

“Cesaro, da presidente della Provincia di Napoli – si legge nel prosieguo dell’informativa trasmessa al pm della Dda di Napoli – assunto il seggio di parlamentare, avrebbe poi nominato con proprio decreto, il suo ’delfino’ stabiese (sempre Pentangelo, ndr), alla poltrona di facente funzioni di Presidente della Provincia, carica che lo stesso avrebbe poi ricoperto fino all’avvicendamento della neonata realtà Città Metropolitana di Napoli. Tale nomina sarebbe poi stata utilizzata proprio da Greco relativamente alla vicenda Cirio”.

Gli agganci dell’imprenditore

Ed infine: “Dalle risultanze delle intercettazioni si è avuto, altresì, modo di prendere coscienza dei vari riferimenti politici su cui Adolfo Greco poteva contare. Sia a carattere locale, come Nicola Corrado, o regionale, quali Pasquale Sommese e Antimo Cesaro, sia di rilievo nazionale, quali i senatori della Repubblica Antonio Milo e Carlo Sarro”.

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