Papa Francesco: “Andare in Chiesa e poi odiare? Meglio essere atei”

Il messaggio del pontefice nel corso dell'Udienza generale di questa mattina al Vaticano

Foto LaPresse - Stefano Costantino in foto Papa Francesco

VATICANO – Gesù nel ‘discorso della Montagna’ “incorona di felicità una serie di categorie di persone che nel suo tempo – ma anche nel nostro! – non erano molto considerate. Beati i poveri, i miti, i misericordiosi, le persone umili di cuore… È la rivoluzione del Vangelo. Dove c’è Vangelo c’è rivoluzione. Il Vangelo non lascia quieti, ci spinge: è rivoluzionario”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’Udienza generale di questa mattina.

Il messaggio d’amore di papa Francesco

“Tutte le persone capaci di amore, gli operatori di pace che fino ad allora erano finiti ai margini della storia, sono invece i costruttori del Regno di Dio. È come se Gesù dicesse: avanti voi che portate nel cuore il mistero di un Dio che ha rivelato la sua onnipotenza nell’amore e nel perdono! Da questo portale d’ingresso, che capovolge i valori della storia, fuoriesce la novità del Vangelo”, ha aggiunto.

Il pontefice invita a seguire l’esempio di Cristo

“La Legge non deve essere abolita ma ha bisogno di una nuova interpretazione, che la riconduca al suo senso originario – ha aggiunto il Santo Padre – Se una persona ha il cuore buono, predisposto all’amore, allora comprende che ogni parola di Dio deve essere incarnata fino alle sue ultime conseguenze. L’amore non ha confini: si può amare il proprio coniuge, il proprio amico e perfino il proprio nemico con una prospettiva del tutto nuova: ‘Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti'”.

Vivere odiando gli altri è uno scandalo

Papa Francesco, partendo dal “discorso della Montagna” prende le distanze da “quelle persone che vanno in chiesa, magari stanno tutto il giorno in Chiesa, e poi vivono odiando gli altri e parlando male della gente”. “Questo – ha ammonito – è uno scandalo: meglio che non vadano in chiesa. Meglio vivere come ateo anziché dare una contro-testimonianza dell’essere cristiani”. “Pregare – ha poi sottolineato il Santo Padre – non è parlare a Dio come un pappagallo”.

Gesù prende le distanze dagli ipocriti

“Gesù introduce l’insegnamento della preghiera del ‘Padre nostro’. Lo fa prendendo – ha sottolineato Francesco – le distanze da due gruppi del suo tempo. Anzitutto gli ipocriti: ‘Non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente’ (Mt 6,5). C’è gente che è capace di tessere preghiere atee, senza Dio: lo fanno per essere ammirati dagli uomini. La preghiera cristiana, invece, non ha altro testimone credibile che la propria coscienza, dove si intreccia intensissimo un continuo dialogo con il Padre: ‘Quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto'”.

Dio non ha bisogno di sacrifici

“Che bello pensare – ha concluso il Santo Padre – che il nostro Dio non ha bisogno di sacrifici per conquistare il suo favore! Non ha bisogno di niente, il nostro Dio: nella preghiera chiede solo che noi teniamo aperto un canale di comunicazione con Lui per scoprirci sempre suoi figli amatissimi”.

(Lapresse)

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