Decreto Sicurezza, Salvini batte i sindaci disobbedienti: i sondaggi sono tutti per il vicepremier

Il 55% dei cittadini si dice favorevole al pugno duro del ministro dell'Interno

Foto Palazzo Chigi/Filippo Attili/LaPresse in foto Matteo Salvini

ROMA – Nello scontro che si sta consumando da giorni tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e i sindaci contrari all’applicazione del decreto Sicurezza, con Leoluca Orlando e Luigi De Magistris in testa, i cittadini hanno deciso da che parte stare. Stando agli ultimi sondaggi, il 55% degli italiani dà ragione al vicepremier. Solo il 26% ai sindaci, mentre un 8% appoggia Salvini e spera in una revisione del decreto.

Uno a zero per il leghista

“Non mi fido dei sondaggi”. E’ il commento che Salvini affida ai social. “Ma lo vedo girando nelle piazze: chiarezza e coerenza pagano sempre, grazie”. E ancora: “Avrò tanti difetti, ma ho preso un impegno con 60 milioni di italiani per garantire difesa dei confini e sicurezza, e continuerò a farlo con tutte le energie possibili. Su ottomila Comuni in Italia – sottolinea – protestano una ventina di sindaci di sinistra? Me ne farò una ragione: sono certo che il mio decreto verrà apprezzato anche dai loro cittadini, e magari si ricrederanno”.

Non solo sindaci in rivolta

Dopo i sindaci a schierarsi contro il dl Sicurezza di Salvini anche diversi governatori. Nicola Zingaretti del Lazio e Enrico Rossi della Toscana sono pronti a rivolgersi alla Consulta. “Il nostro ricorso riguarda due fatti – spiega Rossi – viene abolita la protezione umanitaria, e questo significa mettere sul territorio immigrati che non si sa poi che faranno. Poi, c’e’ l’eliminazione della residenza che rende complicata l’erogazione dei servizi di competenza di Regioni e Comuni”. Valutano il ricorso anche Umbria, Basilicata e Calabria.

Sea Watch

Sulla vicenda dei 49 immigrati bloccati sulla Sea Watch da 18 giorni si è aperta la trattativa dell’Ue. Una decina i Paesi membri disponibili all’accoglienza, anche Palazzo Chigi lavora per accogliere parte dei migranti, alcuni dei quali hanno dato il via allo sciopero della fame.

Il nodo Malta

Le richieste alla Valletta di rendere possibile lo sbarco, fino a questo momento sono caduti nel vuoto. I maltesi non vogliono cedere e ricordano che sul loro territorio ci sono ancora 240 migranti, accolti durante le festività natalizie, in attesa di ricollocazione.

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