Botte e coltellate a Niccolò Bettarini, il pm: 10 anni a testa per gli aggressori. Il figlio della Ventura chiede un milione di risarcimento

Il legale del giovane: ma la famiglia rinuncerà all'eventuale risarcimento

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Stefano Bettarini, Niccolò Bettarini e Simona Ventura (Foto Mario Cartelli/LaPresse)

MILANO – “Siamo qui e speriamo nella giustizia”: lo ha detto Niccolò Bettarini, figlio dell’ex calciatore Stefano e della conduttrice Simona Ventura, fuori dall’aula del tribunale. Nel palazzo di giustizia milanese è in corso il processo ai suoi presunti aggressori. L’iter di primo grado, ormai, è alle battute finali: il pm Elio Ramondini oggi pomeriggio ha chiesto al giudice di condannare ciascuno degli imputati a 10 anni di reclusione.

Niccolò Bettarini, attraverso il suo legale Alessandra Calabrò, dopo la requisitoria del pubblico ministero, ha chiesto un milione di euro di risarcimento e 500mila euro di provvisionale per i danni che gli avrebbero causato gli imputati fuori la discoteca Old Fashion di Milano. “La famiglia – ha precisato il legale – non intende esercitare alcuna azione di risarcimento”: la parte civile rinuncerà alla somma.

Il figlio della famosa conduttrice venne picchiato e accoltellato fuori al locale. Gli imputati, a giudizio con rito abbreviato, sono accusati di tentato omicidio.

A rischiare la pesante condanna sono Alessandro Ferzoco, Albano Jakej, Andi Arapi e Davide Caddeo: sarebbe stato quest’ultimo, secondo la procura, a sferrare le 8 coltellate a Bettarini.

Il verdetto sarà letto dal giudice il prossimo 18 gennaio. Nel collegio difensivo gli avvocati Daniele Barelli, Mirko Perlino e Robert Ranieli.

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