Cannabis legale, arriva il disegno di legge pentastellato

È del senatore pentastellato Matteo Maniero la proposta di liberalizzare, a determinate condizioni, la cannabis. In Senato è già stato presentato il relativo disegno di legge non troppo lontano dai Paesi che l'hanno di fatto già legalizzata

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ROMA – Legalizzare la coltivazione, la lavorazione e la vendita di cannabis e suoi derivati. È questa la proposta del senatore del M5s Matteo Mantero che ha depositato in Senato il relativo disegno di legge: “Oggi – ha detto – siamo di fronte ad una situazione nella quale le organizzazioni criminali controllano la produzione, la trasformazione e la vendita di ogni tipo di sostanza proibita, i trasformatori e gli intermediari. Anche in Italia la legalizzazione della cannabis consentirebbe un risparmio dei costi legati alla repressione penale del fenomeno e riassorbirebbe buona parte dei profitti criminali del mercato nero, pari a circa 30 miliardi di euro”.

Liberalizzazione della cannabis anche come lotta alla criminalità

Si tratterebbe, dunque, di proseguire così la lotta a questo tipo di attività delle organizzazioni criminali: “Consentire l’autoproduzione di cannabis – ha proseguito – come pure la regolamentare la produzione e la vendita di infiorescenze ‘light’ a scopo ricreativo costituirebbe un’importante tutela della salute pubblica. Spostando il consumo di cannabis dal mercato illegale a quello di prodotti coltivati con rispetto per la salute dell’utilizzatore”.

Le ‘condizioni’

In sintesi, dunque, il disegno di legge parla di consentire, a determinate condizioni, la coltivazione della cannabis, in forma individuale (fino a 3 piante) o associata (fino a 30 persone e dopo comunicazione alla Prefettura), prevedere la liceità della detenzione di cannabis entro determinate quantità (15 grammi in casa e 5 grammi fuori), oltre a correggere la legge sulle infiorescenze, prevedendone la possibilità di essere vendute per uso alimentare o erboristici e infine disciplinare le condotte illecite prevedendo una differenziazione di pena in relazione alla tipologia delle sostanze, separando cioè droghe pesanti da droghe leggere. Insomma un tentativo di avvicinarsi alla normativa di altri Paesi come Colorado, Washington, Oregon e Alaska negli Stati Uniti oltre alla Spagna che ha visto la progressiva registrazione dei cosiddetti ‘Cannabis Club’.

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