La figlia di Totò Riina apre il ristorante ‘Corleone’ a Parigi

Lucia Riina annuncia la sua nuova attività, il ristorante Corleone che porta anche il suon nome. Nel 2017 aveva chiesto per tre volte il bonus bebè, rifiutato sia dal Comune che dall'Inps

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PARIGI – Tende verdi, un leone all’ingresso e un’insegna che attira la curiosità dei passanti. Ha aperto a Parigi a pochi passi dall’Arco di trionfo il ristorante ‘Corleone by Lucia Riina’. La figlia 39enne del boss Totò Riina, Lucia, ha deciso di trasferirsi nella capitale francese per lanciare la sua attività commerciale. Ed è proprio lei ad annunciare sui social la sua nuova vita, che riparte da Rue Daru, dove si trova il ristorante. Vita nuova sì, ma con il nome di sempre, mai rinnegato, e usando la città da cui aveva detto di voler scappare. Nel ristorante c’è lo stendardo con lo stemma di Corleone, un leone rampante che stringe un cuore. La figlia di Totò promette di servire un’autentica cucina siciliana e italiana da scoprire in un ambiente elegante e accogliente.

La richiesta di sussidi

La più piccola dei figli di Totò da tempo diceva di voler abbandonare Corleone, perché si sentiva “oppressa” ed “emarginata”. Nel 2017 sia il Comune (per due volte) che l’Inps le avevano rifiutato il bonus bebè alla nascita della figlia e lei aveva dichiarato di volersi rivolgere al Capo dello Stato perché la sua era una famiglia a basso reddito. “Chiederemo al Presidente della Repubblica la revoca della cittadinanza italiana sia per noi che per nostra figlia così sarà chiaro al mondo intero come l’Italia politica e mediatica tratta i suoi figli, perché sono brutti, sporchi e cattivi”. La stessa Italia che però sta in bella mostra sull’insegna del nuovo locale.

La risposta da Corleone

“E’ inaccettabile che chi ha massacrato Corleone, contribuendo a marchiarla in maniera infame, oggi possa usare il nome del Paese per trarne vantaggio economico”, ha detto il sindaco siciliano Nicolò Nicolosi condannando la scelta del nome. Intanto continua la battaglia legale degli eredi di Totò. La società che si occupa dei tributi in Sicilia ha inviato una salata cartella esattoriale per le spese di mantenimento di Riina in carcere, così come dispone da legge. Ma gli eredi di Totò, deceduto nel 2017, proprio non ne vogliono sapere.

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