Modena, lezioni di Islam a scuola: l’ira di Forza Italia e Fdi

Ad accendere i riflettori sulla vicenda è stato il senatore forzista, Enrico Aimi, che parla di un vero e proprio "indottrinamento"

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Foto LaPresse - Vince Paolo Gerace

MODENA – Forza Italia è sul piede di guerra e si prepara a un’interrogazione parlamentare, sul caso delle ‘lezioni di Islam’ impartite a circa 200 bambini di una scuola nel Modenese. Si tratta dell’iniziativa di un’associazione locale destinata a bambini di origine straniera, e di famiglia musulmana. Di età compresa tra i 6 e i 14 anni. Le lezioni cominceranno il 13 dicembre e dovrebbero avere luogo ogni domenica dalle 9 alle 12.30 a San Felice sul Panaro. Ma prima ancora di iniziare hanno già scatenato dure reazioni da Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Lezioni di Islam, Forza Italia si oppone

Ad accendere i riflettori sulla vicenda è il senatore forzista, Enrico Aimi, che parla di “indottrinamento” sottolineando come, a suo avviso, una simile iniziativa renda più difficile l’integrazione, anziché favorirla: “È al di là di ogni logica e buon senso, e nulla ha a che fare con l’integrazione e la convivenza civile la decisione del consiglio di istituto di concedere i locali pubblici della scuola elementare di San Felice sul Panaro all’associazione ‘La Pace’ per insegnare l’arabo a 200 bambini di origine nordafricana e indottrinarli sui principi dell’Islam e del Corano”.

Anche Fratelli d’Italia aderisce alla protesta

Anche la reazione di Fratelli d’Italia non si fa attendere: “È un’iniziativa inaccettabile che contribuisce a creare ghetti”, dichiara la deputata di Fdi, Ylenja Lucaselli. “Oltretutto, l’insegnamento della religione cattolica a scuola, nel nostro Paese, è frutto di un Concordato tra Stato e Chiesa. Portare l’Islam nelle aule, per quanto in un progetto singolo, è un precedente assolutamente inopportuno. Ci auguriamo che le autorità scolastiche intervengano con rapidità e in modo perentorio. Se c’è un modo efficace per integrare le seconde generazioni, è insegnando loro i fondamenti della nostra civiltà: la libertà, il rispetto, la cultura cristiana che, al contrario di quella islamica, ammette laicità. E, soprattutto, la lingua italiana”, conclude Lucaselli.

Una proposta che rema contro la pacifica integrazione

Per Aimi, che è capogruppo azzurro in commissione Esteri del Senato, “siamo di fronte a un utilizzo assolutamente improprio, folle, se non addirittura illegittimo, di locali pubblici che diventano luoghi di indottrinamento religioso. Un utilizzo – accusa – avallato da quella sinistra sempre pronta alle critiche quando si tratta di puntare il dito contro la presenza del crocifisso nelle aule o della benedizione pasquale una volta all’anno”.

Il ruolo della scuola

“La scuola – prosegue il senatore di Fi – dovrebbe essere luogo preposto alla vera integrazione di questi bambini, dovrebbe organizzare corsi speciali di italiano, di educazione civica e di studio della Costituzione, altro che insegnare i principi dell’Islam e del Corano”. “Da chi saranno tenute queste lezioni? Quali controlli saranno effettuati sui contenuti e sui ‘programmi’? Chi affronterà i costi di apertura, la nostra collettività? La vicenda – conclude Aimi – sarà da me debitamente segnalata alla competente prefettura e al ministero dell’Istruzione e dell’Interno, con una interrogazione parlamentare”.

(Lapresse/di Claudio Maddaloni)

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