Tratta di migranti e terrorismo, Salvini: “Altro che farli sbarcare o prenderli con aerei , dobbiamo rimandarli a casa”

Blitz dei carabinieri del Ros nel capoluogo siciliano. Sono stati fermati in 15 accusati, tra l'altro, di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Foto Palazzo Chigi/Filippo Attili/LaPresse in foto Matteo Salvini

PALERMO – La Sicilia si è svegliata con il blitz del Ros di Palermo: 15 le persone arrestate (clicca qui). Si tratta di una vera e propria organizzazione dedita a favorire l’immigrazione clandestina nel nostro Paese. Pronta la reazione ‘social’ del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Altro che farne sbarcare altri o andarli a prendere con barconi e aerei – ha commentato il vicepremier sul Twitter – stiamo lavorando per rimandarne a casa un bel po’. Scafisti e terroristi: a casa!!!”.

La reazione del vice premier

Commento secco, che non lascia spazio a interpretazioni. L’intervento del ministro segue ciò che che aveva scritto alcuni giorno fa: “Nessuno arriverà mai con il mio consenso o quello della Lega. Se altri lo faranno se ne assumeranno la responsabilità”. Da Palazzo Chigi, c’era stata anche un’apertura a farsi carico di una quota di migranti, ma è il Viminale a ribadire il suo no.

Da Bruxelles è trapelato solo che Germania e Francia avrebbero accolto 50 persone ciascuno mentre Portogallo, Lussemburgo, Olanda e Romania ne avrebbero presi complessivamente un’altra trentina.

Questa mattina intanto i militari del Ros di Palermo, su ordine della Dda, hanno fermato 15 persone. La procura gli contesta l’istigazione al terrorismo e associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il modus operandi dell’organizzazione

Una compagine criminale che, dietro al pagamento di 2mila e 500 euro, consentiva di raggiungere Trapani partendo dalle coste tunisine a bordo di gommoni veloci. I fermi disposti perchè la banda rappresenta “una minaccia alla sicurezza nazionale”.

L’organizzazione sarebbe stata in grado di fornire un passaggio marittimo sicuro e celere particolarmente appetibile per persone ricercate dalle forze di sicurezza tunisine o sospettate di connessioni con formazioni terroristiche”.

Partiva tutto dal contrabbando di tabacchi lavorati esteri in Sicilia e con i guadagni venivano acquistati i natanti. Chiaro anche il collegamento al terrorismo dal momento che uno dei tunisini fermati, tra i cassieri dell’organizzazione, sul suo profilo Facebook invocava la morte in nome di Allah e faceva apologia dello Stato islamico.

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