Carige, Mincione: “Conte? Mai conosciuto. Da lui nessun beneficio”

Le dichiarazioni dell'uomo d'affari, in un colloquio con 'La Stampa'

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse in foto Giuseppe Conte

bROMA “Chi accusa il premier Conte di conflitto di interesse dovrebbe spiegare quale beneficio mi dà il decreto legge. Visto che la mia quota vale zero e se nazionalizzano la banca varrà meno di zero”. Lo dice Raffaele Mincione, uomo d’affari e finanziere entrato in Carige un anno fa con il 5,4% e ancora azionista dell’istituto conn poco meno del 5%, in un colloquio con ‘La stampa’.

Carige, l’asse Conte-Alpa-Mincione

Alle ultime polemiche del Pd che punta il dito contro il presunto asse d’interessi Conte-Alpa-Mincione reagisce con irritazione. “Mi hanno sempre accusato di tutto – dice – di essere un raider, uno speculatore. Quanto accade oggi in Carige dimostra invece ciò che ho sempre sostenuto, e cioè che alla banca serve un’aggregazione per sopravvivere e mantenere il suo ruolo importante sul territorio”.

Mincione non ha mai conosciuto il premier Conte

“Non ho mai avuto l’onore di conoscere Conte – spiega il finanziere – e mi sono avvalso della professionalità di Guido Alpa perché era la persona giusta: è stato consigliere della banca a lungo in passato. Denunciandone storture e problemi, è genovese ed è uno degli avvocati più stimati d’Italia. Mi spiace leggere di questa assurda strumentalizzazione politica. La verità è che il governo – continua Mincione – ha fatto la cosa più ovvia e più giusta per mettere in sicurezza la banca”.

Le misure del governo per salvare investitori e dipendenti

Secondo Mincione il provvedimento dell’esecutivo “serve per tranquillizzare i clienti e i dipendenti e per intervenire su eventuali problemi di liquidità, che se esistono o dovessero insorgere vanno affrontati rapidamente”. “Lo dicevo già a settembre, quando tutti mi davano torto: pensare a una Carige autonoma che permette al territorio di attingere al credito in modo campanilistico è un’illusione, oltre che sbagliato”.

Il futuro di banca Carige

“Carige deve fare la banca, dice Mincione, e dentro un gruppo può farlo. Personalmente auspico un’aggregazione con un gruppo italiano.  Credo che solo una banca (e non un fondo) possa cogliere i vantaggi finanziari e industriali dell’operazione. L’istituto ligure ha un valore di mercato, anche se è difficile quantificarlo ora, dopo il piano industriale sarà possibile farlo”. Una fusione con Mps sotto il controllo dello Stato? “Sarebbe un’operazione impossibile da comprendere, per me”, conclude.

(Lapresse)

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