Tav, tensione tra Lega e M5S Salvini apre al referendum Grillo: “Attendiamo le analisi”

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Foto Stefano Cavicchi/LaPresse

TORINO – Il Movimento 5 Stelle attende l’esito, scontato, dell’analisi costi-benefici sulla Tav ma ribadisce la sua contrarietà all’opera. La Lega, dal canto suo, decide di scendere in piazza in difesa della Torino-Lione.


In via ufficiale, la crisi di governo sembra lontana

Anzi, “ci siamo dati il ‘cinque’ dopo il Consiglio dei ministri“, conferma il ministro Danilo Toninelli. Proprio il titolare delle Infrastrutture ricorda che sui risultati della fantomatica analisi, arrivata nei palazzi dell’esecutivo, non vi “nessun mistero o melina”.

Il documento di lavoro preliminare è al vaglio della Struttura tecnica di missione per le opportune verifiche. Poi, come annunciato da Toninelli, ci sarà il confronto con Bruxelles e con i partner francesi, a cui seguirà il dibattito in maggioranza. Solo in ultima istanza, ma “a breve” tenta di tranquillizzare il ministro, verrà pubblicata.


L’esito, come hanno fatto capire fonti del Mit, sarebbe negativo

Ma, a prescindere da quale sarà il responso definitivo degli esperti, l’attenzione è concentrata su quale sarà la decisione di un governo che, almeno all’apparenza, sembra scricchiolare sotto il peso delle grandi opere.


Tap, Terzo Valico, Pedemontana, Tav, stanno mettendo a dura prova l’alleanza giallo-verde

Lo stesso fondatore dei 5Stelle, Beppe Grillo, dal blog offre un assist ai suoi. “Abbiamo messo un gruppo di esperti che hanno affrontato con rigore e metodo scientifico la questione Tav in termini di costi e benefici per i cittadini – scrive – Loro ci diranno se costruirla comporta dei vantaggi o meno, la decisione resterà comunque politica. E da qui non si scappa“.

Parole sacrosante: se infatti i pentastellati non hanno mai fatto mistero della loro contrarietà all’opera, come ribadito anche dal vicepremier Luigi Di Maio, è la Lega a trovarsi spalle al muro, bloccata tra una scelta di governo o di partito.

Mentre il leader del Carroccio e vicepremier Matteo Salvini si trincera dietro l’attesa dell’analisi ma apre a un referendum consultivo in caso di bocciatura dell’opera, la base leghista parteciperà alla manifestazione Si Tav indetta sabato 12 gennaio a Torino.

Una scelta motivata dalla natura apartitica della mobilitazione ma che rispecchia il vero ‘sentiment’ della Lega, da sempre a favore dell’opera. “La Tav va realizzata perché è una risorsa preziosa per lo sviluppo strategico dell’economia piemontese, e di tutto il Paese“, ha fatto sapere il capogruppo alla Camera e segretario piemontese, Riccardo Molinari.

Per i M5S, da Toninelli alla sindaca Chiara Appedino, è fuori luogo, adesso, evocare il referendum, ipotizzato invece dal presidente piemontese Sergio Chiamparino, in caso di uno stop all’opera deciso dal governo. “È uno strumento splendido, ma è inutile parlarne prima di aver conosciuto e studiato per bene i numeri dell’analisi costi-benefici“, ribadisce il ministro mentre per la prima cittadina di Torino si tratta di una mera mossa elettorale.


Chiamparino invita il governo a fare in fretta

Non ha più alibi, i dati tecnici ci sono, li completi e decida“. Se il verdetto sarà semaforo rosso alla Torino-Lione, “chiederà al Consiglio regionale del Piemonte di indire con apposita legge un referendum consultivo“.


L’invito è esteso a tutte le regioni del nord

Se lo vorranno – dice – potranno unirsi i colleghi di Veneto, Lombardia e Liguria e Valle d’Aosta“. L’obiettivo è creare una grande giornata referendaria a difesa dell’opera. (LaPresse)

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