Cile e Brasile disconoscono Maduro, irruzione nell’ambasciata venezuelana in Perù

Terremoto politico in Venezuela per l'elezione di Nicholas Maduro. Anche Brasile e Cile, dopo Colombia, Argentina e Perù non riconoscono il secondo mandato del capo dello Stato venezuelano

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LAPRESSE / AFP

CARACAS – Terremoto politico in Venezuela per l’elezione di Nicholas Maduro. Anche Brasile e Cile, dopo Colombia, Argentina e Perù non riconoscono il secondo mandato del capo dello Stato venezuelano. “Il Cile non riconosce la legittimità del regime di Maduro” ha dichiarato il presidente cileno Sebastian Pinera. Più forti le parole del ministro degli esteri brasiliano. “Continueremo a lavorare per la restaurazione della democrazia e dello stato di diritto in Venezuela” ha dichiarato. Dubbi anche da parte dell’Unione Europea, per cui il risultato delle elezioni mancherebbe di trasparenza. Disordini in Però, dove una ventina di cittadini venezuelani hanno fatto irruzione nell’ambasciata del loro Paese a Lima.

Cile e Brasile disconoscono Maduro, Pinera: “Ha raggiunto il potere in modo illegittimo”

E’ dure l’opinione del presidente cileno Pinera. Il Cile disconosce il governo di Maduro. “Ha raggiunto il potere in modo illegittimo. E’ il risultato di un’elezione che non i requisiti minimi e necessari. Non è stata libera, trasparente e con presenza di osservatori internazionali” ha dichiarato Pinera. Al coro si unisce anche il ministro degli esteri brasiliano, che riconosce come valido soltanto l’organo dell’Assemblea nazionale. “Continueremo a partecipare inoltre al coordinamento con tutti i soggetti impegnati per la libertà del popolo venezuelano” ha fatto sapere. Anche l’Unione Europea non lascia correre il secondo mandato di Maduro. “Le elezioni presidenziali in Venezuela non sono state né libere né eque, il risultato manca di qualunque credibilità” ha fatto sapere l’Alto Rappresentante Federica Mogherini.

Disordini in Perù, irruzione nell’ambasciata venezuelana a Lima

Non ha fatto in tempo a occupare la poltrona Nicholas Maduro che già si sono scatenati i primi disordini. Una ventina di cittadini venezuelani ha fatto irruzione nell’ambasciata del proprio pPaese a Lima, in Perù. Il raid è avvenuto nel corso di una manifestazione contro il regime di Maduro. La polizia antisommossa peruviana è dovuta intervenire con lanci di ags lacrimogeni per riportare l’ordine.

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