Dazi Usa-Cina: riprendono i dialoghi commerciali. E i mercati ‘apprezzano’

Sulla base di un riavvicinamento tra le due potenze le Borse asiatiche appaiono in evidente rialzo in scia con la progressione degli indici azionari Usa e con i segnali di ripresa dei consumi nella prima economia mondiale.

Trump approva dazi su prodotti cinesi
Ludovic Marin/Foto LaPresse - Donald Trump

ROMA – Il pericolo dazi tra Usa e Cina sembra svanire per la riapertura dei dialoghi tra le due superpotenze. Al termine di una tre giorni di colloqui tra Pechino e Washington sul commercio, l’ambasciatore cinese a Roma Li Ruiyu, illustra le priorità per il 2019 in tema di rapporti non solo con gli Usa ma anche con Unione europea e Italia. “La Cina – ha detto – è pronta ad impegnarsi con la controparte americana per implementare l’intesa raggiunta al G20 di Buenos Aires dai due Presidenti Xi e Trump al fine di ampliare la cooperazione sulla base del mutuo interesse e gestire le divergenze basandosi sul rispetto reciproco”

Borse asiatiche in rialzo

Borse asiatiche appaiono in evidente rialzo in rialzo in scia con la progressione degli indici azionari Usa e con i segnali di ripresa dei consumi nella prima economia mondiale. Gli investitori hanno anche reagito positivamente alle affermazioni del presidente della Fed, Jerome Powell, secondo il quale la banca centrale potrebbe sospendere gli aumenti dei tassi d’interesse se l’economia statunitense si indebolisse. Tokyo archivia la seduta in rialzo con l’indice Nikkei che guadagna lo 0,97%. Sul mercato dei cambi lo yen è poco variato sul dollaro, trattando a 108,30 e sulla moneta unica 124,80. In positivo anche Shanghai (+0,66%), Shenzhen (+0,67%), Hong Kong (+0,41%), Seul (+0,6%). In controtendenza Mumbai che cede lo 0,44%. Sul fronte macroeconomico in arrivo i dati sulla produzione industriale di Spagna e Italia e Uk, il Pil del Regno Unito e l’inflazione negli Stati Uniti.

Il rispetto reciproco

“Che vi siano delle frizioni o delle differenze con gli Stati Uniti in questo ambito è normale – spiega il diplomatico Li Ruiyu – ma occorre gestirle con uno spirito di rispetto reciproco e trattamento egualitario, al fine di individuare delle soluzioni che siano accettabili per ambo le parti. Quest’anno si celebra il 40esimo anniversario dell’istituzione delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cina e in questi 40 anni lo sviluppo storico dell’interscambio e della cooperazione bilaterale non solo hanno risposto agli interessi dei Paesi stessi, ma hanno anche promosso la pace, la stabilità e la prosperità dell’Asia-Pacifico. La storia ci mostra che Cina e Stati Uniti quando sono uniti ottengono vantaggi reciproci, quando sono in lotta perdono entrambi”.   

Le accuse a Huawei

Sulla vicenda del bando nei confronti dei prodotti Huawei da parte di alcuni Paesi, a causa di preoccupazioni relative alla sicurezza, l’ambasciatore Li denuncia che “ci sono delle persone a cui piace usare la scusa della sicurezza per sollevare delle accuse senza fondamento nei confronti della Huawei o delle altre aziende tecnologiche cinesi, per di più senza apportare prove convincenti. Posso solo dire che si tratta di un caso chiaro di tentativo di bullismo tecnologico e di protezionismo commerciale e negli investimenti. La qualità dei prodotti Huawei e la loro sicurezza – sottolinea – hanno già ottenuto un’ampia approvazione da parte dei partner. Per esempio, nei suoi 15 anni di attività la filiale di Huawei in Italia, ha raggiunto una percentuale dell’80% di personale italiano. Negli ultimi 3 anni, la Huawei in Italia ha effettuato acquisti per 600 milioni di euro con un introito fiscale di 180 milioni di euro e ha costituito centri ricerca in cooperazione con molte università”.

Collaborazione Cina-Europa-Italia

“Inoltre, ha avviato progetti di sperimentazione sul 5G con molte aziende delle italiane delle telecomunicazioni come Tim e Vodafone”. Sul tema più ampio dei rapporti con l’Ue, l’ambasciatore ricorda che la Cina ha pubblicato in dicembre il suo terzo documento sulle politiche nei confronti dell’Europa nel quale si guarda all’Ue come un importante forza strategica sullo scacchiere internazionale.

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