Editoria, Di Maio: A ‘Libero’ anche i soldi dei terroni, ma finiranno”

Il vicepremier attacca il quotidiano di Vittorio Feltri

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse in foto Luigi Di Maio

Roma– “Buongiorno con la prima pagina di Libero, giornale finanziato con soldi pubblici, anche quelli dei terroni. Questa è la preziosa informazione da tutelare con i vostri soldi! Ma tranquilli: abbiamo già iniziato a togliergliene da quest’anno e nel giro di 3 anni arriveranno a zero. P.S. Anche questa volta l’Ordine dei giornalisti rimarrà in silenzio?”. Lo scrive su Instagram il vicepremier M5S Luigi Di Maio.

Per Rotta è inconcepibile che Di Maio esulti per i tagli all’occupazione

“Il vicepremier Di Maio non ha nulla di cui vantarsi in questa disastrosa legge di Bilancio, così esulta per i tagli, in particolare a quelli all’informazione e ai posti di lavoro”. Lo dichiara Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratic. “Con l’azzeramento del fondo per l’editoria il governo mette un bavaglio all’informazione e vìola il diritto dei lettori ad essere informati. Dopo mesi di attacchi diretti alla stampa – sottolinea la deputata Dem – hanno trovato il modo di togliere l’ossigeno ai giornali locali, alle cooperative di giornalisti, alle piccole realtà editoriali e a tutte le testate che danno voce alle comunità. Evidentemente a tutto vantaggio della disinformazione pilotata di Casaleggio &co”.

“È poi francamente imbarazzante che un ministro del lavoro, che decide di fare cassa sugli operatori dell’informazione e sulla pelle dei cittadini, a cui verrà sottratto il diritto a una informazione libera e plurale, si rallegri per un provvedimento che porterà a un crollo occupazionale di simile portata, con oltre diecimila posti di lavoro che rischiano di essere cancellati con un colpo di spugna. Si vergogni – conclude Rotta – e si dimetta”.


(LaPresse)


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