Gilet arancioni, il grido di Genova: “Se hai un cuore unisciti a noi”

Il presidio di oltre 300 famiglie dopo la tragedia del ponte Morandi

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Foto LaPresse - Tano Pecoraro

GENOVA – Il vento di rivoluzione che soffia in Francia è arrivato anche in Italia. Sull’onda della protesta dei gilet gialli, a Genova arrivano i gilet arancioni. Riprendendo il capo d’abbigliamento dei manifestanti francesi, ma scegliendo il colore arancione, un gruppo di cittadini sono scesi in piazza per dar voce alle loro richieste, cinque mesi dopo il tragico crollo del ponte Morandi.

Genova, il corteo dei gilet arancioni

L’arancione è il colore simbolo della zona in cui vivono. Si tratta di oltre 300 famiglie che da mesi vivono ai limiti della zona rossa di quel che resta del ponte Morandi a Genova. In un presidio organizzato questa mattina, insieme ai loro figli, il gruppo di persone chiede di essere temporaneamente ricollocate nel corso dei lavori per la demolizione e ricostruzione del ponte. Si fa voce della protesta Giorgio Sacchi, del comitato abitanti ai confini della zona rossa. “I bambini sono la nostra priorità.Siamo preoccupati per la presenza di amianto che sicuramente sta nei palazzi che verranno abbattuti e secondo molti studiosi anche nei monconi del ponte“, ha detto.

Se hai un cuore unisciti a noi, noi siamo Genova

Se hai un cuore unisciti a noi, noi siamo Genova“. Questo lo slogan scelto dai gilet arancioni per protestare davanti a Palazzo Tursi, con un cartello appeso al collo con su scritto la frase provocatoria. La manifestazione è appena cominciata. In seguito al presidio ancora in corso, una delegazione sarà ricevuta dal commissario Bucci. Prevista poi la sfilata di un corteo, che passerà dalla sede della Regione in piazza De Ferrari e si recherà fino alla Prefettura.

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