Nissan, nuove accuse per Ghosn. I legali chiedono la liberazione

Situazione molto delicata per il creatore dell'alleanza tra Renault e Nissan

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Photo by Behrouz MEHRI / AFP

Tokyo – Nuove nubi vanno addensandosi sul futuro giudiziario di Carlos Ghosn: il creatore dell’alleanza tra Renault e Nissan è stato nuovamente accusato dalla giustizia giapponese. Con i pubblici ministeri che hanno deciso di perseguirlo per appropriazione indebita. E per aver dichiarato un reddito minore di quello realmente percepito nei rapporti di Borsa. Presentati dalla casa automobilistica giapponese tra il 2015 e il 2018. Ad annunciarlo è stata la corte di Tokyo, mentre i legali del manager hanno immediatamente chiesto la liberazione su cauzione.

La seconda accusa è stata messa in carico anche al braccio destro di Ghosn, Greg Kelly. Rilasciato proprio su cauzione lo scorso 25 dicembre, E Nissan, in qualità di soggetto giuridico che ha consegnato i documenti oggetto delle contestazioni. Gli stessi tre soggetti erano già stati incriminati lo scorso 10 dicembre, sempre per aver dichiarato entrate più basse. Ma in questo caso nei cinque anni precedenti a quelli presi in esame nel quadro della seconda accusa. Ghosn è comparso per la prima volta davanti alla corte lo scorso martedì. Il manager è apparso dimagrito, mentre respingeva ogni addebito affermando di essere stato “accusato ingiustamente”.

Situazione molto delicata per Ghosn

Secondo i pubblici ministeri, l’appropriazione indebita si configurerebbe in seguito al tentativo del manager di far coprire alla casa automobilistica “perdite sui propri investimenti personali” nel corso della crisi finanziaria dell’ottobre 2008. La somma in questione ammonterebbe a 1,85 miliardi di yen, parti a circa 15 milioni di euro. Dopo essere stato arrestato lo scorso 19 novembre a Tokyo, il sessantaquattrenne dirigente è stato trasferito in un centro di detenzione a Nord della capitale. Lo scorso mercoledì è stato colpito da una forte febbre, che ha costretto gli investigatori a sospendere gli interrogatori. Febbre che è però scesa venerdì, secondo quanto riferito dal suo avvocato, Motonari Otsuru. “Siamo in ansia”, ha affermato la moglie di Ghosn, Carol, rimasta fino a questo momento in silenzio. Parlando in un comunicato di “condizioni di detenzioni dure” e di “un trattamento ingiusto” ai danni del marito.

Un rilascio imminente appare però improbabile, secondo la stessa difesa. Posto comunque che, come questo caso ha già dimostrato, le sorprese non sono da escludere. Nel frattempo, lo stato maggiore di Renault si è riunito giovedì per fare il punto sull’inchiesta interna lanciata in novembre dall’azienda. Secondo quanto riferito dalla stessa società, non è stata individuata nessuna frode per quanto riguarda i compensi dei top manager tra il 2017 e il 2018. A differenza di Nissan e Mitsubishi, il costruttore francese non ha rimosso Ghosn dalle sue cariche aziendali.

(AWE/AFP)

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