Stati Uniti, emergenza nazionale alle porte

Lo shutdown del governo prosegue a gonfie vele insieme all'intransigenza del presidente americano Donald Trump

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AFP / Nicholas Kamm in foto il Presidente USA Donald Trump

WASHINGTON – Lo shutdown del governo degli Stati Uniti prosegue a gonfie vele, insieme all’intransigenza del presidente americano Donald Trump. Il tycoon non si sogna nemmeno di fare un passo avanti nei confronti dei democratici, che a loro volta continuano a bocciare duramente il capriccio del leader Usa di costruire un muro al confine con il Messico. Mentre i bisticci interni al governo proseguono, il paese va incontro a un’emergenza nazionale che Trump sembra intenzionato a proclamare da un momento all’altro.


Stati Uniti, la minaccia di Trump

Non sono ancora pronto a dichiarare l’emergenza nazionale, ma lo farò se continua lo shutdown”. Lo ha dichiarato Trump prima di partire per il confine con il Messico. “L’emergenza nazionale”, ha aggiunto, “mi darebbe accesso a un enorme ammontare di fondi”. I soldi di cui il leader parla sono quelli necessari alla costruzione del muro al confine. Fondi a cui, grazie all’emergenza, potrebbe accedere senza aver bisogno di ottenere l’autorizzazione del Congresso. Una scorciatoia che Trump dà tutta l’impressione di voler percorrere.


“Ho tutto il diritto di dichiarare l’emergenza, me l’hanno detto gli avvocati”

Ho il pieno diritto di dichiarare una emergenza nazionale”, ha proseguito il presidente americano, “gli avvocati me l’hanno detto”. “Se non facciamo un accordo direi che sarebbe molto sorprendente per me se non dichiarassi una emergenza nazionale e non la finanziassi attraversi vari meccanismi”, ha concluso. Queste affermazioni ribadiscono quanto già detto dal presidente qualche giorno fa, quando sul suo account Twitter comparve un torbido post. Quasi una minaccia. Lo shutdown del governo potrebbe continuare per “mesi o addirittura anni”, ha scritto Trump. Non si placano dunque le tensioni interne al governo, ma a fare le spese di questa crisi dell’attività federale sono già in tantissimi. Tutti gli agenti federali, come gli addetti alla security degli aeroporti, sono infatti a casa, perché le loro attività sono, di fatto, sospese. E senza lavoro, manca, ovviamente, anche il salario.

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