Strage del bus di Avellino, assolta Autostrade. Bagarre in tribunale

Tante polemiche subito dopo la lettura del verdetto

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Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 08-10-2018 Roma Politica Camera dei Deputati. Commissioni Trasporti e Ambiente congiunte, audizione dei rappresentanti di Autostrade Nella foto Giovanni Castellucci Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 08-10-2018 Roma (Italy) Politic Chamber of Deputies. Transportation Committees and Joint Environment In the pic Giovanni Castellucci

Milano – Assolto. È la sentenza di primo grado per l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, nel processo per la caduta di un bus in una scarpata dell’A16, in provincia di Avellino, il 28 luglio 2013. L’incidente, avvenuto all’altezza del viadotto Acqualonga, è costato la vita a 40 persone. Per il manager la richiesta del pm era di dieci anni di carcere. In totale, otto condanne e sette assoluzioni decise dal giudice monocratico del tribunale della città campana, Luigi Buono.

La pena più pesante per Gennaro Lametta, proprietario del mezzo, a 12 anni di reclusione. Dopo la lettura del dispositivo, è scoppiata in aula la protesta dei familiari delle vittime. “E’ una vergogna”, ha urlato una donna. “Castellucci è un assassino”, ha protestato qualcuno. Mentre altri hanno gridato: “Assassini, è uno schifo”, hanno gridato altri. Le forze dell’ordine hanno fatto allontanare man mano i parenti dall’aula dopo alcuni minuti di tensione.

Tante polemiche subito dopo la lettura del verdetto

I VERDETTI. Antonietta Ceriola, funzionaria della Motorizzazione civile di Napoli, ha ricevuto una condanna a otto anni; Nicola Spadavecchia e Gianluca De Franceschi, dirigenti di Autostrade, a sei anni. Ancora, per Paolo Berti, all’epoca direttore del tronco di Autostrade coinvolto, e Gianni Marrone, dipendente della società, cinque anni e sei mesi. Michele Renzi e Bruno Gelardi, dipendenti di Autostrade, sono stati condannati a cinque anni. I legali hanno annunciato il ricorso in Appello. Assolti, invece, oltre a Castellucci, anche Vittorio Saulino (Motorizzazione civile di Napoli); il dirigente di Autostrade Riccardo Mollo e i funzionari Giulio Massimo Fornaci, Antonio Sorrentino, Michele Maietta e Marco Perna.

LE REAZIONI. Dopo la bagarre in aula, è intervenuta Aspi (Autostrade per l’Italia) per ripetere “che nel corso del dibattimento è emerso con chiarezza che la causa dell’incidente è riconducibile alle disastrose condizioni del bus – che viaggiava con un milione di chilometri, non aveva meccanica in ordine, non era mai stato sottoposto a revisione e aveva gli pneumatici usurati e non omologati, oltre che il sistema frenante non funzionante – e alla condotta dell’autista”. E, dopo aver espresso il rammarico per le condanne e la vicinanza ai parenti delle vittime, l’azienda si è difesa ribadendo “la correttezza dell’operato” di dirigenti e funzionari.

Dal canto suo, il vicepremier M5S, Luigi Di Maio, ha tuonato: “Il grido di dolore delle famiglie delle vittime di Avellino dopo l’assoluzione di Castellucci lo capisco e mi fa incazzare”. Mentre il collega leghista, Matteo Salvini, ha sottolineato: “Non fatemi fare il giudice, non ho elementi. Però non fatemi commentare la sentenza”.

(LaPresse)

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