Tav e trivelle, tensione Lega-M5S

Il partito pro Salvini continua a ribadire il suo ‘si’ indiscusso, i pentastellati sono più cauti

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in foto il vicepremier Matteo Salvini

ROMA – Ancora tensioni tra Lega e Movimento 5 Stelle. Questa volta a causare un attrito che sembra via via aumentare anziché insediarsi in una strada che porti ad un accordo sono le questioni Tav e trivelle: “Il ‘no’ alla realizzazione della linea Tav Torino-Lione deve essere molto ben motivato o chiederemo un parere agli italiani”.

I motivi della frizione tra Lega e M5S

Così il vicepremier Matteo Salvini che ha dunque aperto le porte ad un possibile referendum che invece, per il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, avrebbe un senso solo però dopo l’analisi costi-benefici. Intanto però la base leghista parteciperà alla manifestazione ‘Si Tav’ di domani a Torino, confermando quelle che sono state sin dall’inizio le idee del partito salviniano, sempre a favore dell’opera. Frizioni e ruggini anche per quel che riguarda la questione ‘trivelle’: “È un errore bloccare le autorizzazioni per le trivelle – ha dichiarato il sottosegretario leghista all’Ambiente Vannia Gavae non posso approvare un’impostazione tutta volta a dire ‘no’ come quella che sta alla base dell’emendamento dei M5S sulle trivelle”. Va giù duro il sottosegretario degli Esteri M5S Manlio Di Stefano: “Salvini riporti i suoi sulla strada giusta”.

Gava: “Sbagliato bloccare le autorizzazioni”

Gava, dal canto suo, ha poi proseguito: “È sbagliato bloccare le autorizzazioni per le trivelle. Non possiamo consentire che la paura blocchi lo sviluppo. Questo Paese ha bisogno di una vera politica energetica che non può dipendere dall’acquisto dall’estero perché questo, oltre a portare costi sulle bollette dei cittadini, ci rende anche estremamente deboli. Questi insediamenti – ha sostenuto – devono sottostare a precise valutazioni di impatto ambientale che li rendono compatibili con l’ecosistema. Senza contare che questo comparto imprenditoriale è un’eccellenza che genera posti di lavoro. Noi non vogliamo cercare motivi per bloccare le aziende e lo sviluppo, ma vogliamo cercare una strada assieme per fare le cose, facendole bene”.  

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