Tennis, Wta Sydney: Kvitova firma il bis, Barty si arrende al tie-break

Vivace sfida tra le due atlete

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Petra Kvitova (Photo by PETER PARKS / AFP)

Sydney – C’è di nuovo la firma di Petra Kvitova nell’albo d’oro del ‘Sydney International’, torneo Wta Premier con un montepremi di 823.000 dollari che si è concluso sul cemento della metropoli australiana, uno degli ultimi due appuntamenti prima degli Aus Open. In una finale bella e combattuta la ceca, numero 8 Wta e quinta testa di serie, vincitrice dell’edizione del 2015 ed in gara con una wild card, ha battuto in riminta per 1-6 7-5 7-6(3), in due ore e 19 minuti di partita, l’australiana Ashleigh Barty, numero 15 del ranking mondiale e finalista anche dodici mesi fa, superata per la terza volta in altrettante sfide.

Partenza tutta in salita per Petra con Ashleigh che nel primo set ha spadroneggiato in ogni zona del campo. Secondo parziale estremamente equilibrato e scandito dai turni di servizio fino a quando, nell’undicesimo game, la Barty ha concesso le prime due palle-break dell’incontro: alla Kvitova è bastata la prima per strapparle il servizio e pareggiare nel gioco successivo, nonostante un doppio fallo iniziale, il conto dei set.

Vivace sfida tra le due atlete

Nella frazione decisiva l’australiana è scappata avanti 3-21 grazie al break messo a segno nel secondo gioco ma si è fatta riagguantare. Nel nono game la Barty si è ritrovata sotto 0-40, si è tirata fuori dalla buca, ma alla quinta palla-break ha ceduto la battuta mandando la ceca a servire per chiudere. Improvvisamente, però, il servizio è diventato un handicap ed i break di fila sono diventati quattro. A decidere è stato il tie-break: Petra ha allungato sul 3-1, Ashleigh l’ha riagganciata sul 3 pari ma la ceca ha tirato fuori le ultime energie rimaste (dopo ogni scambio era piegata in due dalla fatica) ed ha conquistato gli ultimi quattro punti chiudendo per 7 pinti a 3.

Per la 28enne mancina di Bilovec è il 21esimo titolo su 33 finali disputate in carriera, il secondo a Sydney, il primo da Birmingham lo scorso giugno.

(LaPresse)

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