Conte: “No alla manovra correttiva”. Nel ‘decretone’ stretta sul gioco d’azzardo

Luigi Di Maio: "I dati ci daranno ragione"

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse in foto Giuseppe Conte

ROMA – No alla manovra bis. Almeno per ora, ha garantito Giuseppe Conte, non serve. L’intervento di Bankitalia sulle previsione del Pil ieri hanno scosso la politica. Ma il premier ha tenuto la schiena dritta, almeno ci prova. Dopo l’approvazione del decretone programmare già adesso operazioni ‘correttive’ è fuori luogo. 

“I dati – ha confermato Luigi Di Maio – ci daranno ragione”. Ma il provvedimento varato dal governo pentastellato è imponente: ‘quota 100’ e ‘reddito di cittadinanza’ sono operazioni importanti. E la coperta è corta: se bisogna ‘dare’ a determinati settori, serve togliere da altri. Così arriva la stretta sul gioco d’azzardo, con multe salate e pene detentive più dure per chi svolge attività illecite. Sulle vincite del 10&Lotto le trattenute arrivano all’11% e al 2% su quella relative alle slot machine.

Nel ‘decretone’ resta l’imposta di 3 euro come ‘tassa d’imbarco’ per finanziare il fondo solidarietà per il personale. Ma la cifra raccolta confluirà al 100% su quei conti solo nel 2020. Per l’anno in corso, invece, il 50% va a ll’Inps.

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