Pd, Martina: “Impossibile dialogare con chi chiese l’impeachment di Mattarella”

Il candidato alla Segreteria dem si mostra fiducioso sulla partecipazione alle primarie del 3 marzo

Foto Ufficio Stampa Partito Democratico/LaPresse Nella foto: Maurizio Martina

MILANO “Le condizioni per il dialogo non ci sono ed erano impraticabili sin dall’inizio. Ricordo che hanno persino chiesto l’impeachment del presidente della Repubblica. Altra cosa è ragionare degli elettori di Lega e M5S. La frattura coi ceti produttivi ad esempio c’è ed è reale. O basti pensare alla strage di oggi nel Mediterraneo, dove si dà la colpa alle ong, quando ci si dimentica che l’umanità viene prima di ogni cosa: su questi temi c’è smarrimento”. Così il candidato alla segreteria del Partito democratico Maurizio Martina, in una intervista a Repubblica.

Europee, il manifesto di Calenda per una nuova Europa sociale

“Il manifesto di Calenda offre una prospettiva interessante e utile per tutti. Non si tratta di costruire fronti anti ma di lavorare ad un progetto aperto per una nuova Europa sociale”. Così il candidato alla segreteria del Partito democratico Maurizio Martina, in una intervista a Repubblica. “Usiamo le primarie– prosegue Martina – non solo per scegliere il segretario ma per lanciare una mobilitazione per le europee che possa arruolare soprattutto i giovani. Oggi su quattro grandi nodi, lavoro, casa, istruzione e sicurezza, dobbiamo proporre una svolta all’Europa, intesa come comunità di destino”.

Primarie del Pd, Martina è fiducioso sulla partecipazione

“Sulla partecipazione siamo fiduciosi, senza fare la guerra delle cifre spero tanto che possa crescere anche per le primarie del 3 marzo. Lavoriamo perché tanti partecipino. È faticoso ma è il bello di un partito che fa confrontare le persone in carne e ossa”.

Uniti per rappresentare un’alternativa al governo Lega-M5S

“La voglia assoluta di lavorare uniti – prosegue Martina – è il sentimento prevalente, per un partito alternativo in tutto e per tutto a Lega e M5S. Sono convinto che lo spazio dell’alternativa sia più grande di quel che vediamo. Le primarie partecipate possono aiutarci ad aprire una nuova stagione, il potenziale è enorme. Ad esempio la piazza Sì Tav di Torino mi ha fatto respirare la mobilitazione di cittadini oltre i partiti che chiedono nuovi modelli di sviluppo”.

(LaPresse)

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