‘C’è Grillo’, lo show si tinge di giallo

Polemiche tra il direttore di Rai2 Freccero e i vertici dell'azienda sul compenso dell'attore

Beppe Grillo
Beppe Grillo

ROMA – Un caso che rischia di spezzare definitivamente il filo dell’equilibrio già molto sottile tra il direttore di Rai2 Carlo Freccero e i vertici Rai. Il riferimento è allo spettacolo ‘C’è Grillo’ che andrà in onda questa sera su Rai2 e che, nonostante non ci sia a quanto pare nessuna firma su nessun contratto, potrebbe costare alla Rai 30mila euro. E così, ancora prima di partire, le polemiche sono già tantissime.

Le motivazioni del compenso a Grillo

Il compenso sarebbe legato ai diritti d’autore per la trasmissione, che dovrebbe strutturarsi su una serie di monologhi dello stesso Grillo in Rai ma, come detto, ma che al momento non è stato certificato da nessuna firma.

L’attacco più forte e più deciso è arrivato dal Partito democratico con il capogruppo in commissione vigilanza Davide Faraone, che ha annunciato un immediato accesso agli atti per la verifica di quanto trapelato, e Michele Anzaldi, deputato e segretario della commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi che ha definito Freccero ‘ultrà di Grillo’.

L’attacco del Pd

Sottolineando anche lui la necessità di un’immediata verifica della documentazione relativa ai compensi stimati per la trasmissione. Per la Rai, tuttavia, non esiste alcun caso. Da viale Mazzini hanno infatti dichiarato che “per lo spettacolo di questa sera, così come per tutti i programmi simili, la Rai versa il dovuto per la cessione in licenza dei diritti di diffusione televisiva. Tale corrispettivo viene destinato alla società titolare dei diritti dell’artista”.

Come detto si tratta di una questione che mette ancor di più in crisi il rapporto tra il direttore di Raidue e i vertici Rai: “Il partito Rai è contro di me – ha dichiarato Freccero – Io ho fatto il programma su Grillo e ho lavorato sul format ‘C’è’ che sta rianimando la rete. Il contratto spetta alla burocrazia del settimo piano che si oppone alla programmazione”.

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