Tav, muro di Salvini: l’analisi costi-benefici non mi ha convinto. Toninelli: mediare è possibile

La tenuta del governo corre sui binari della Tav

Foto LaPresse - Marco Alpozzi 08 Dicembre 2018 Torino, Italia Cronaca Corteo NoTav a Torino Nella foto: un momento della manifestazione Photo LaPresse - Marco Alpozzi December 08, 2018 Turin, Italy News NoTav demonstration in Turin In the pic: a moment of the event

L’analisi costi-benefici sulla Tav non convince il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ma entusiasma la squadra di pentastellati capitanata dal vicepremier Luigi Di Maio. Per il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli la quadra è possibile.

Farla o non farla?

Il via libera all’opera segnerebbe la sconfitta del M5S che si è sempre schierato contro la realizzazione della Tav ritenuta un’opera ‘inutile’. Ma la Lega non molla e continua a dichiararsi favorevole alla realizzazione. L’analisi costi-benefici non è servita a mettere d’accordo i giallo-verdi.

Il si di Salvini

L’analisi costi-benefici? “Non mi ha convinto”. E’ lapidario il vicepremier leghista. “Più veloci viaggiano le merci e le persone e meglio è”. Detto così, il ragionamento non fa una piega.

L’ottimismo di Toninelli

Sembra quasi fuoriluogo l’intervento del ministro dei Trasporti, se il Movimento fosse quello di una volta, non ci sarebbero mediazioni possibili e il no alla Tav sarebbe deciso, secco e i pentastellati irremovibili. Invece Toninelli resta cauto per evitare fratture insanabili all’interno del governo. “L’anili costi-benefici è enormemente negativa – sostiene – però tra noi e la Lega si è sempre discusso in maniera concreta e obiettiva, tra persone per bene, prive di pregiudizi. Noi non ne abbiamo, sono convinto che non ne abbia neanche la Lega”.

Mediazione si, dubbi sull’analisi no

Non sono ammessi dubbi rispetto alla rilevanza dell’analisi commissariata dal ministro. “E’ l’unica relazione scientifica fatta da economisti dei trasporti – spiega Toninelli – Di conseguenza discuteremo mettendo sul tavolo tutto quello che è il bene collettivo del Paese. E’ evidente che la decisione è politica“.

Decisione rimandata

E la politica impone prudenza. Le elezioni europee sono vicinissime, meglio rimandare ogni decisione in merito per evitare ripercussioni sulla campagna elettorale e sul voto. Il nodo verrà sciolto, prima o poi.

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