Pd, Prodi in campo con un video: “Votiamo in tanti per un segretario forte”

L'ex premier invita i cittadini a partecipare alle votazioni della segreteria dem. Domani, intanto, i tre candidati si sfideranno in un confronto Tv su SkyTg24

Foto LaPresse - Deka Mohamed in foto Romano Prodi

ROMA – Per il rush finale arriva uno sponsor d’eccezione. Romano Prodi scende in campo per le primarie del Pd, rinnovando il suo appello al voto. Il Professore tiene molto a questo appuntamento e – abbandonati i suoi consueti canali di comunicazione – si concede in un video, una ‘pillola’ di poco meno di un minuto si direbbe in gergo, che da domani verrà diffusa sui social dem.

Primarie del Pd, Prodi invita a votare

“Perché andare a votare alle primarie del Pd? È semplice: l’Italia non va bene, i due partiti che governano non fanno altro che litigare, ci hanno diviso da tutti gli altri amici europei”, esordisce, avendo alle spalle un set semplicissimo, ma che non dimentica il Tricolore e la bandiera dell’Unione europea.

Il Pd è l’unica alternativa alla Lega e ai 5 Stelle

Per Prodi, a maggior ragione dopo le ultime elezioni in Abruzzo e Sardegna, “l’unica alternativa, l’unico cambiamento” può essere dato dal Pd. Come sempre ha fatto, il Professore non risparmia critiche ai dem, responsabili a suo dire di aver “tardato troppo” a fare il congresso, “ma adesso finalmente ci siamo – sottolinea – e dobbiamo riunirci per potere cambiare la situazione politica del Paese”. È importante, quindi, andare “in tanti” ai gazebo “per dare forza, per dare sicurezza a colui che sarà eletto nuovo segretario”.

L’importanza della partecipazione cittadina

Il passaggio non è casuale: per l’ex premier è decisivo che siano primarie partecipate, che siano i cittadini (e non le strategie politiche in assemblea, se nessun candidato dovesse raggiungere il 50% più uno dei consensi) a scegliere la nuova guida del Nazareno, quel “padre” di cui per Prodi (che aveva indicato Zingaretti) il partito ha adesso bisogno. “E lui – sottolinea – dovrà, e certamente potrà essere in grado, di scegliere le persone che portino finalmente verso un cambiamento”.

La sfida Zingaretti-Martina-Giachetti alla segreteria dem

I tre candidati apprezzano, consapevoli che è in primo luogo sull’affluenza che il Pd si gioca molto. È l’unica partita che giocano insieme. Per il resto con il passare dei giorni si accende lo scontro. È Roberto Giachetti a partire all’attacco: no a una segreteria unitaria in caso dovesse essere lui a vincere le primarie, perché non crede agli “inciuci”. No al rientro dei vari Bersani, Speranza e quelli che lui definisce “gli scappati di casa”, perché riporterebbero il Pd ad essere una riedizione dei Ds e lui toglierebbe il disturbo.

Martina predica unità, Zingaretti resterà governatore del Lazio

Prova a predicare unità Maurizio Martina, dopo averne raccolto il testimone dai cori dei militanti in piazza del Popolo, alla manifestazione organizzata da segretario. “Se vinco io faccio segreteria unitaria un minuto dopo, anche con Zingaretti e Giachetti. Qui non c’è da dividere ma unire”, sottolinea. Si trincea dietro un “dipenderà dagli altri” Nicola Zingaretti, che ha deciso di rimanere governatore del Lazio anche se dovesse diventare segretario: “Sarà un aiuto – assicura – noi vinciamo molto spesso nei territori e perdiamo quando ce ne allontaniamo”.

Domani il confronto in tv

Domani, intanto, i tre si sfideranno in un confronto Tv su SkyTg24. Poi, ci sarà l’ultimo sprint. Napoli, Mestre e tanta tv per Giachetti, che chiuderà sabato mattina alla sala Umberto a Roma. Sarà venerdì a Roma con il suo vice Richetti, Martina che sceglie una manifestazione dal titolo ‘Una nuova generazione per salvare l’Europa’ per salutare la Capitale. In serata, infatti, tornerà nella sua Lombardia, per un intervento alla Camera del Lavoro a Milano. Chiusura “simbolica” partecipando alla manifestazione ‘People’ contro il razzismo. Chiude in casa Nicola Zingaretti, che domani, avrà con sé al Tempio di Adriano Paolo Gentiloni.

(LaPresse/di Nadia Pietrafitta)

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