Tav, Fontana (Lega): “Alla fine si farà, Salvini non ha ceduto”

Per Fontana i 5 Stelle si convinceranno sull'autonomia, perché era nel patto di governo

Foto LaPresse/Moro Francesco In foto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana

ROMA – “Alla fine, la Tav si farà”. Lo dice, intervistato da Repubblica, il presidente leghista della Regione Lombardia Attilio Fontana. “È un’opera fondamentale – aggiunge – per il futuro del Paese, una grande infrastruttura che permetterà ll’Italia di restare collegata all’Europa. Se poi si tratterà di fare approfondimenti, se la stazione di Susa sarà più piccola o verranno ridotti i costi eliminando qualche elemento pleonastico, sono dettagli”.

Sul M5S che grida vittoria: “Gridare alla vittoria o alla sconfitta degli altri mi lascia sempre perplesso. La vittoria è fare qualcosa di utile. E, in questo, caso è non aver perso 300 milioni”. Salvini, ribadisce Fontana, non ha ceduto sulla Tav: “Con la disponibilità a esaminare ulteriori dettagli, semmai, ha dimostrato buon senso”.

Per Fontana i 5 Stelle si convinceranno sull’autonomia, perché era nel patto di governo

L’autonomia è “una sfida per la modernizzazione di tutto il Paese, per eliminare le sacche di inefficienza che impediscono di sprigionare risorse, per dimostrare chi è capace di amministrare e chi dovrebbe andare a giocare a bocce”. Così, intervistato da Repubblica, il presidente leghista della Regione Lombardia Attilio Fontana.

“Ho sempre avuto una grandissima stima del Sud – precisa -, che è vittima di quanti, amministratori locali o politici, non vogliono che emerga. E poi ci sono governatori come De Luca che hanno deciso di cogliere questa opportunità senza credere alle storielle sulla secessione”. Anche su questo fronte, però, i 5 Stelle frenano.

“In Lombardia sono favorevoli. Le resistenze nel governo? Derivano da qualche bugia che evidentemente viene raccontata dai funzionari del ministero, superburocrati che si vedono sfilare il potere. Anche i ministri 5 Stelle però si convinceranno: quello che conta è l’interesse dell’Italia, non difese di casta come quelle che stanno rallentando il percorso”. Se davvero i grillini dicessero no, “in quel caso, al mio segretario direi che l’autonomia era uno dei punti fondamentali del patto di governo e che dovrebbe trarne le conseguenze”.

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