Brexit, caos nel Regno Unito. La mossa disperata della May: un nuovo voto entro il 20 marzo

Serve un’intesa con l’Ue, ma la Camera non vuole quella ottenuta dal capo del governo.

A video grab from footage broadcast by the UK Parliament's Parliamentary Recording Unit (PRU) shows Britain's Prime Minister Theresa May (R) and Britain's Environment, Food and Rural Affairs Secretary Michael Gove listen to an interjection during a debate in the House of Commons in London on March 13, 2019, ahead of a Commons vote on a "no deal" Brexit. - Britain's Brexit crisis deepened on Wednesday as business leaders warned the country was "staring down the precipice" after MPs overwhelmingly rejected a draft divorce agreement. In a vote later on Wednesday, MPs are expected to vote against leaving the bloc without a deal but it remains the default option unless an alternative can be secured by March 29, the scheduled Brexit date. (Photo by HO / various sources / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT " AFP PHOTO / PRU " - NO USE FOR ENTERTAINMENT, SATIRICAL, MARKETING OR ADVERTISING CAMPAIGNS

Un nuovo voto sull’accordo di divorzio raggiunto dal governo britannico con l’Ue da organizzare entro il 20 marzo. E’ la mossa, l’ultima e disperata, del premier Theresa May. La mozione che propone una nuova discussione sul ‘deal’ sarà presentato oggi.

E’ caos in Inghilterra. Pareri discordanti, battaglie politiche sottese e un cambio epocale che direttamente e indirettamente, con la Brexit, colpirà tutto il Vecchi continente.

Chi per ora ne esce sconfitta su tutti i fronti è proprio la May. Lo schiaffo politico più duro che ha subito è stata la scelta della Camera dei Comuni di escludere, ieri sera, l’ipotesi di un’uscita dall’Unione Europea del Regno Unito senza un accordo. In soldoni è stato votato un no al ‘no deal’: è emersa la volontà (321 voti contro 278) di trovare un accordo. Ma parallelamente è stata bocciata la May e il lavoro che ha svolto.

Serve un’intesa con l’Ue, ma la Camera non vuole quella ottenuta dal capo del governo.

Per evitare l’uscita senza un accordo serve ratificarne uno prima del 29 marzo, data entro la quale il Regno Unito, qualora non dovesse approvare un patto con Strasburgo, si attiverebbe automaticamente il temuto ‘no deal’.

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