Via della Seta, Conte: “L’Italia firmerà un memorandum, grazie a Di Maio per l’impegno”

Per il Premier il Governo crede nel made in Italy

Foto Palazzo Chigi/Filippo Attili/LaPresse 11-03-2019 Valeggio sul Mincio (Verona) - ItaliaPolitica Giuseppe Conte a Fincantieri per il taglio della prima lamiera per il nuovo ponte di GenovaDISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE - Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

ROMA – “L’Italia firmerà il memorandum d’intesa commerciale con la Cina nell’ambito di una cornice di vincoli, obiettivi e modalità di connettività euro-asiatica definiti dall’iniziativa ‘Belt and Road’. Si tratta di un importante progetto infrastrutturale che evoca l’antica Via della Seta, di cui l’Italia resta ancora oggi naturale approdo”. Così il premier Giuseppe Conte su Facebook. “Voglio ringraziare tutti i Ministri e gli Uffici che hanno lavorato per questo obiettivo. E, in particolare, il Ministro Luigi Di Maio per l’impegno profuso nella predisposizione di questa importante intesa. La sua firma in calce al memorandum sarà l’epilogo che il Governo ha auspicato fin dall’inizio dei negoziati. Guardando all’unisono alla crescita del Paese e alla sua competitività sui mercati internazionali”.

Per il Premier il Governo crede nel made in Italy

“Questo Governo crede nel ‘made in Italy’ e ritiene fondamentale che le prerogative nazionali siano il volano per rilanciare il tessuto produttivo e l’economia del Paese. L’intesa con le Autorità cinesi è una grande opportunità per riequilibrare la bilancia commerciale. Un’occasione preziosa per potenziare il nostro export. Attraverso un’intesa programmatica che di volta in volta sarà arricchita dalla sottoscrizione di singoli accordi commisurati alle esigenze che ci troveremo ad affrontare”. Così il premier Giuseppe Conte su Facebook. “Un nuovo impulso all’economia del Paese, dunque, senza tralasciare la tutela degli asset strategici. Che non saranno interessati dal memorandum. E’ anzi nostro obiettivo rafforzare la Golden Power per dare maggior peso e forza agli interessi nazionali” conclude.

(LaPresse)

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