Calcio, la ‘nazionale dei giovani’ piace e cresce: Mancini, fiducia verso il futuro

Franck Fif / AFP in foto Roberto Mancini

MILANO – Sei punti e testa del girone, otto reti fatte e nessuna incassata. Roberto Mancini non poteva sperare partenza migliore nel cammino di qualificazione ad Euro 2020, appuntamento che, dopo la disastrosa campagna verso Russia 2018, il nostro movimento non può permettersi di fallire.

I successi contro Finlandia e Liechtenstein sono segnali benauguranti, iniezioni di fiducia e autostima che alla nostra selezione servono come il pane. Al ct è stato chiesto di avviare un’opera di rinnovamento della rosa e riportare entusiasimo intorno alla maglia azzurra e la strada intrapresa è quella giusta. Senza gridare al miracolo o alla resurrezione, vista la caratura degli avversari, si può comunque essere soddisfatti per essere riusciti a porre i primi tasselli.

I tifosi vivono per i club e la Nazionale, c’era stato un po’ di distacco anche prima di quello che è successo lo scorso anno. Ora quell’amore sta tornando ma dobbiamo essere noi ad alimentarlo. Ma è anche bello“, così Mancini nel dopo-gara del Tardini. Certo, arriveranno i test impegnativi e sarà lì che si misurerà a che punto è il progetto manciniano. Se davvero il modello visto al Tardini, il giocare per divertire e divertirsi, condito da personalità, spirito di squadra, intensità, è applicabile anche quando l’asticella prenderà a salire.

L’uomo di Jesi in queste sue prime undici panchine da commissario tecnico ha iniziato a spargere i semi con l’auspicio di raccogliere tanti frutti cammin facendo. A costo di giocare d’azzardo, testando giovani e giovanissimi per accelerarne il percorso di crescita a livello internazionale.

Va detto che il girone di qualificazione è tutto fuorché proibitivo, perché i prossimi avversari degli azzurri si chiamano Grecia, Bosnia e Armenia, non certo Spagna o Inghilterra e il terreno si presenta assai fertile per esordi e esperimenti. E che, a favorire la sterzata di Mancini verso una linea sempre più verde, c’è un campionato tornato a regalare, anche nelle grandi squadre, talenti su cui puntare: dal suo omonimo Mancini a Kean, uno dei simboli del nuovo corso della Nazionale e ieri ancora a segno, da Barella a Zaniolo.

Garanzie di futuro, diamanti grezzi che l’esperienza del ct può contribuire a forgiare sulla strada del grande appuntamento del 2020, da affiancare alla solida esperienza dei senatori. E a proposito di vecchi (si fa per dire): la doppietta, su rigore, siglata da Quagliarella, sempre più attestato su livelli da ‘Cocoon’ (36 anni e 54 giorni, nuovo record azzurro), non fa che allargare la platea di chi chiede al ct di portare all’Europeo il bomber doriano, un po’ come accade con il 34enne Di Natale imbarcato per Euro 2012. Il giocatore è stato salutato dalla standing ovation del ‘Tardini’ al momento del cambio.

Mancini non ha voluto sbilanciarsi, prudentemente

Non lo so, è difficile dirlo. Ora le cose stanno andando bene ma c’è ancora tanto tempo. Lui è un giocatore serio, che sta giocando a calcio e può ancora andare avanti“. Chissà, invece, se le strade di Mancini e del suo pupillo Balotelli torneranno ad incrociarsi.

‘SuperMario’, che non assaggia l’azzurro da settembre, nelle ultime ore si è sfogato sui social, sentendosi sempre messo in discussione. “Non ho letto, penso che non sia un problema“, il commento del Mancio. “Non so a cosa si riferisca, ma non deve rimanerci male perchè purtroppo non può piacere a tutti“.

In attesa di capire se si concretizzerà il ritorno del figliol prodigo, la semina di Mancini riprenderà a giugno, con gli impegni, decisamente più impegnativi rispetto a quelli degli ultimi giorni, con Grecia (l’8 ad Atene) e Bosnia (l’11 all’Allianz Stadium di Torino), ma un’altra tappa importante è in attesa di programmazione: l’inedito stage ‘misto’ con i giovani dell’Under21 di Di Biagio, che il ct della Nazionale maggiore ha chiesto per valutare altri giovani interessanti in previsione di un possibile inserimento. Perché per archiviare i disastri del passato, sulla strada della costruzione del blocco per Euro 2020 e Mondiale 2022 la Nazionale non può che ragionare necessariamente in chiave futura.
(LaPresse)

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