Video. Andrea Crippa a ‘Cronachedi’: “Per la Regione la Lega indichi un candidato della società civile”

Il leader dei giovani in visita in redazione fa mea culpa: “Sul Sud in passato troppi pregiudizi”

NAPOLI – C’era una volta la Lega Nord. Oggi il Carroccio ha eliminato l’indicazione territoriale dal simbolo del partito e punta a conquistare, con un proprio uomo, la guida della Regione Campania. Impensabile fino a qualche anno fa. Il coordinatore nazionale dei Giovani della Lega, il parlamentare Andrea Crippa, avvisa gli alleati del centrodestra: chi ottiene più voti alle Europee indicherà il candidato governatore. Se l’indicazione sul nome dell’aspirante nuovo inquilino di Palazzo Santa Lucia dovesse arrivare da via Bellerio, sarà quello di un esponente della società civile. Porte chiuse, dunque, ai politici che già da tempo brigano per ottenere la candidatura, in primis il sottosegretario per il Sud Pina Castiello. E, nel corso della sua visita alla redazione di ‘Cronache’, lancia anche un messaggio a chi sta pensando di mettersi al servizio di Matteo Salvini: per i riciclati non c’è spazio.
Un parlamentare leghista del Nord in visita in Campania: il Carroccio ha davvero cambiato pelle?
Direi proprio di sì. Ho iniziato a fare il coordinatore dei giovani della Lega due anni fa e il partito arrivava all’Umbria. Oggi, invece, siamo spesso in Sicilia a incontrare tanti ragazzi che ci seguono. Devo fare, però, mea culpa. Ora che conosco le realtà del Sud, devo ammettere che in passato abbiamo avuto troppi pregiudizi nei confronti del Mezzogiorno. I soldi che sono arrivati dal Nord non sono finiti nelle tasche degli artigiani, dei commercianti, dei cassintegrati, bensì in quelle di una classe politica, di centrodestra e centrosinistra senza distinzione, che non ha saputo valorizzare le risorse per il loro territorio. L’obiettivo ora è creare una nuova classe dirigente che si basi sull’onestà, sulla competenza, sulla passione e sulla voglia di darsi da fare per dare un futuro migliore a chi vive in Campania e al Sud. Dobbiamo dimostrare anche qui di saper migliorare la vivibilità dei territori e che la classe politica che proponiamo noi è diversa da quella degli altri partiti.
Che criteri utilizzate per selezionare questa classe dirigente?
L’onestà, prima di tutto.
Affermazione dal sapore grillino…
L’onestà deve essere un principio condiviso da tutti i partiti. La condizione necessaria ma non sufficiente è che si candidino persone che abbiano la fedina penale pulita e nulla a che fare con la criminalità organizzata. Non ci servono sacche di voti e pacchetti di consenso, ma persone pronte a combattere la malavita presente su questi territori. Personaggi chiacchierati e ambigui non saranno inseriti nelle nostre liste. Guarderemo alle competenze, a uomini e donne che si sporcano le mani tutti i giorni con il lavoro, che sanno davvero quali sono i problemi della vita reale.
Finora la Lega ha ereditato esponenti politici con un passato in altri partiti, in Campania per esempio sono confluiti tanti ex An. Come si concilia questo con la volontà di svecchiare le liste e proporre candidature nuove?
Radicandosi sui territori. Chiedo a tutti i ragazzi che fanno parte del gruppo giovanile di consumare le suole delle scarpe per tenere incontri all’università, nelle fabbriche, in tutti i luoghi di lavoro. I candidati dobbiamo prenderli da lì, non dagli altri partiti. A me non piacciono per niente quelli che cambiano la casacca in base al consenso politico del momento. Non voglio riciclati e trasformisti. Le porte della Lega sono aperte a chi vuole partecipare a un sogno, chiuse a chi cerca di soddisfare ambizioni personali che non sono state accolte altrove. Proporrò, infatti, ai vertici del Carroccio che chi ha avuto un incarico in un altro partito non possa essere candidato nelle liste della Lega per 5 anni. Faranno vita di sezione, volantinaggio e attività sul territorio. Soltanto dopo, eventualmente, saranno inseriti nelle liste.
Questo suo modo di pensare è condiviso da Salvini, Giorgetti e Fontana?
Assolutamente sì. La pensiamo tutti allo stesso modo. Abbiamo tutti la stessa storia. Se vogliamo essere credibili non dobbiamo imbarcare personaggi che escono da Forza Italia, Pd, Fratelli d’Italia e altre forze politiche. Così rischieremmo che chi crede al nostro sogno perda entusiasmo.
Come si sta preparando la Lega alle Regionali in Campania?
Sono un sognatore. Se qualcuno mi avesse detto due anni fa che oggi (ieri per chi legge, ndr) avrei trovato 150 persone, di domenica mattina, nella sede regionale della Lega a Napoli, gli avrei dato del pazzo. Eppure è successo, grazie a una squadra di persone che sono scese in piazza nonostante gli insulti per portare avanti un’idea nuova. Ora ho un altro sogno: avere per la Campania come candidato governatore un militante della Lega che arrivi dalla società civile. Un imprenditore, un leader dell’associazionismo, un professionista, che creda nei nostri valori e dia al nostro elettorato le risposte che cerca.
Ma è sicuro che sarà la Lega a indicare il candidato governatore? Qualcuno ha cominciato a parlare di primarie del centrodestra… o forse le Europee daranno già una risposta a questa esigenza?
Le Europee saranno le primarie del centrodestra. E’ la gente che decide e se gli elettori il 26 maggio ci faranno capire che c’è tanta voglia di Lega, più che di altri partiti, sarà la Lega a indicare il candidato presidente della Campania.
Sa che questa affermazione, che arriva da un importante dirigente nazionale, potrebbe creare allarme nella coalizione di centrodestra?
Ci hanno insegnato che in politica contano i numeri e bisogna ascoltare il popolo. Noi non abbiamo nulla di meno degli altri partiti e non ci mancano le persone giuste per raccogliere questa sfida.
Pensa che chi al momento sta gestendo il partito in Campania stia facendo un buon lavoro?
Ottimo. Gianluca Cantalamessa è un ottimo segretario regionale, siamo vicini di scranno in Parlamento e ci confrontiamo spesso. Ed è nel partito dal 2014, quando portare avanti le istanze della allora Lega Nord era molto più difficile. Quando a Napoli in piazza ci tiravano le uova.
Parliamo di quello che sta facendo il suo governo. Il Reddito di cittadinanza è una misura utile che avrà effetti concreti?
Sì, i soldi arriveranno. E’ un provvedimento importante perché in Italia ci sono 4 milioni di persone che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena. Penso anche, però, che il Sud oggi non chieda assistenzialismo. Il Reddito deve essere una risposta per le persone in difficoltà, ma dobbiamo fare in modo che presto possano trovare lavoro. E senza investimenti questo non sarà possibile.
Il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, sta facendo abbastanza?
E’ capace, sì. Ma al Sud servono investimenti forti. La Tap, come la Tav, era ed è fondamentale. Non è possibile che per arrivare da una parte all’altra della Campania si debbano trascorrere ore e ore in treno e che le strade ancora non siano illuminate. Non capisco perché si mettano in discussione opere infrastrutturali che invece sono determinanti.
Farlo capire al Movimento 5 Stelle, però, sembra tutt’altro che semplice.
Sono i numeri che contano. Noi, Forza Italia e Fratelli d’Italia siamo favorevoli alle opere, la situazione è chiara. Siamo la maggioranza. Se i 5 Stelle non sono convinti, visto che sono sensibili ad ascoltare il parere del popolo, facciamo un referendum e vediamo cosa pensano gli italiani della Tav e della Tap.
In ogni caso dall’esterno si percepisce tutto il disaccordo che c’è tra Salvini e Di Maio. L’ultima uscita sui contatti della Lega con i partiti vicini a posizioni naziste ha avuto una risposta molto dura: addirittura il ministro dell’Interno ha accostato il nome di Di Maio a quello di Renzi…
La questione dei nazisti è incredibile. Abbiamo avuto un incontro a Roma con altri giovani che semplicemente mettono in discussione l’attuale governo dell’Europa e ci hanno definiti ‘Internazionale nera’. Anche i 5 Stelle stanno cadendo in questo errore. Estrema destra ed estrema sinistra non esistono più. Chi parla di nazismo e comunismo non ha capito cosa sta succedendo, è rimasto indietro di 50 anni. Noi siamo davanti a una scelta già alle prossime Europee: da una parte mondialismo e globalismo, dall’altra parte identità, difesa delle tradizioni e messa in discussione di una moneta, l’Euro, che secondo me è sbagliata e al Sud ha creato danni enormi, più ancora che al Nord. Bisogna rimettere in discussione l’Europa dei burocrati e dei tecnocrati che hanno fatto gli interessi dei potenti e non della gente.
Nazisti, fascisti, conservatori. Così vengono spesso definiti i leghisti dalle opposizioni. La dicono lunga le polemiche sul tema della famiglia, dopo il convegno di Verona. Lei è il leader dei giovani della Lega, si sente conservatore?
Non ho partecipato a quell’appuntamento. Sui temi etici bisogna lasciare libertà di coscienza, chiaramente con dei paletti. Non si possono discutere questioni come le adozioni ai gay o come l’utero in affitto. Però allo stesso modo il divorzio, i diritti degli omosessuali, l’aborto, non possono essere messi in dubbio. Non possiamo andare indietro. Si tratta di conquiste e libertà che vanno sempre tutelate.
In Campania molti esponenti politici, di centrodestra e di centrosinistra, hanno bocciato la riforma delle autonomie promossa dalla Lega descrivendola come il ‘colpo di grazia’ per il Mezzogiorno.
Credo che nel centrodestra debbano mettersi d’accordo, visto che Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno appoggiato il referendum per l’autonomia in Lombardia e Veneto. Si parlino e trovino una posizione unitaria. La riforma servirà per responsabilizzare la classe politica della Campania e del Sud. I soldi resteranno qui e chi governa avrà il compito di gestirli bene. In caso contrario sarà chiaro il responsabile degli errori, a differenza di quello che avviene oggi con il continuo e insopportabile scaricabarile. Bisogna, inoltre, ripristinare i poteri delle Province. Sono delle istituzioni molto utili per risolvere tanti problemi. Hanno ancora competenze su strade e scuole ma sono senza soldi. Si deve uscire da una logica centralista e puntare su una visione federalista e autonomista, dando maggiori responsabilità e possibilità a chi governa i territori.
Ha parlato di moneta e dell’Euro che ha penalizzato il Sud. De Magistris ha spesso fatto riferimento a una nuova moneta napoletana. Che pensa del sindaco del capoluogo?
E’ totalmente inadeguato. Basta girare per Napoli per capire che questa città non è amministrata. Pensa a fare politica nazionale, a parlare di massimi sistemi, e intanto la città è piena di immondizia e molto sporca. Lo invito a fare una passeggiata nelle città del Nord a guida leghista per capire come si amministra davvero un territorio. Credo, però, che per fortuna il percorso politico di De Magistris si stia concludendo. Quando si voterà per le Comunali ci libereremo anche di questo personaggio.
Si parla da tempo di cambio dello Statuto della Lega, si fa il suo nome come vicecoordinatore nazionale, si parla di una nuova struttura da dare al partito sui territori. Conferma?
Guardi, posso solo dirle che fino a che il nuovo Statuto non si materializzerà concretamente tutto resta uguale.
Ma lei si candiderà alle Europee?
No. Ho avuto la fortuna di stare 4 anni in giro con Salvini, di cui ero assistente a Bruxelles, e ho imparato tanto. La Lega ha tante persone che possono rappresentarla bene in Europa, non serve cumulare gli incarichi. Sono stato eletto un anno fa in Parlamento e cerco di crescere, di imparare e di supportare chi sarà nelle liste.
In una recente intervista ha detto che la Lega ha saputo andare oltre i personalismi, riferendosi al fondatore Umberto Bossi. Ora c’è Salvini. Dopo di lui che futuro vede per il partito?
Salvini, secondo me, resterà alla guida della Lega per i prossimi vent’anni. Non ha senso parlarne adesso visti i risultati incredibili raggiunti: ci ha portati da 3 al 35 per cento. Dopo Salvini, comunque, ci sono Zaia, Giorgetti e tante altre persone che hanno fatto la storia del partito e che domani saranno sicuramente degne di rappresentarlo. Ma, in ogni caso, il ministro dell’Interno resterà leader a lungo. E’ molto amato. Ogni tanto qualcuno mi definisce il ‘futuro Salvini’. Non è vero. Posso solo aiutarlo e sostenerlo. Sostituirlo è impossibile.

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