Governo, Conte: “Salvini comanda? Un’illusione ottica”

Il 'Capitano' liquida i contestatori come "zanzare, moscerini", sapendo che i veri grattacapi arrivano dall'interno del suo stesso governo

Foto Palazzo Chigi/Filippo Attili/LaPresse 11-03-2019 Valeggio sul Mincio (Verona) - ItaliaPolitica Giuseppe Conte a Fincantieri per il taglio della prima lamiera per il nuovo ponte di GenovaDISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE - Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

ROMA – Sembra che Salvini comandi? Beh, è solo “un’illusione ottica”. Il premier Giuseppe Conte, intervistato da ‘El Pais’, sottolinea che “alla testa di questo governo ci sono io”, mentre ovviamente “Salvini e Di Maio sono vicepresidenti e leader delle due forze che lo compongono”. Insomma, il presidente del Consiglio si avvicina a festeggiare il suo primo anno a Palazzo Chigi e ribadisce di non volere fare il semplice arbitro.

Il premier Conte fa chiarezza

Le parole del premier, peraltro, arrivano dopo il caso Siri e lo sbarco di 36 migranti aiutato dalla Marina militare e avallato dalla ministra Elisabetta Trenta. Quest’ultimo episodio mostra ancora una volta la doppia anima del governo giallo-verde, e che il M5S, a due settimane dalle Europee, voglia in tutti i modi arginare il leader del Carroccio, che i sondaggi danno sempre in testa, ma con meno slancio.

Salvini fa un passo indietro

Salvini, comunque, non entra in polemica: “Conte è il presidente del Consiglio, ci mancherebbe altro, io mi occupo di ordine pubblico e lui fa il premier”, dice. Ma subito rilancia con un ‘decreto sicurezza bis’, anche perché la giornata per lui è difficile, con diversi fischi e proteste a Catanzaro, durante un suo comizio.

Il ‘Capitano’ liquida i contestatori come “zanzare, moscerini”, sapendo che i veri grattacapi arrivano dall’interno del suo stesso governo. Il leader M5S ribadisce di volere altri 4 anni di governo giallo-verde, certo, ma marca le distanze dal Viminale. La nave della Marina ha fatto sbarcare i migranti perché “abbiamo preteso che venissero redistribuiti in tutta Europa”, sottolinea il pentastellato, facendosi portavoce di una linea più morbida rispetto ai porti sempre chiusi.

Lo scontro in Senato

Proprio per mostrare le distanze (ed incassare i voti), il Carroccio ha elencato i punti della discordia con i pentastellati in un apposito documento distribuito ai suoi parlamentari per prepararsi ai talk show. Il dossier per le autonomie, caro alla Lega, potrebbe quindi tornare di peso al prossimo Consiglio dei ministri, visto che mercoledì scorso la ministra agli Affari regionali, Erika Stefani, si è vista liquidare dal premier con un “meglio parlarne dopo le Europee”. Ulteriore fronte di scontro arriverà al Senato, dove è in agenda quel decreto Sblocca cantieri con cui la Lega vorrebbe rifinanziare le Province e l’Alta velocità Torino-Lione, mentre il M5S è già pronto alle barricate.

Le due anime del governo gialloverde in conflitto

Per allontanare l’idea del litigio permanente, su cui martellano le opposizioni, Salvini fa diffondere il testo di un nuovo provvedimento sulla sicurezza. Non a caso lo fa da Napoli, raggiunta subito dopo Catanzaro per ribadire che la lotta ai clan mafiosi è in cima ai suoi pensieri. Il testo prevede un ulteriore giro di vite sui migranti e, probabilmente, non piacerà al ministro dei Trasporti pentastellato, Danilo Toninelli, che si vedrebbe limitare i poteri sul transito delle navi con a bordo i migranti. Anche in questo caso, insomma, il premier Conte dovrà far sentire la sua voce.

(LaPresse/di Matteo Bosco Bortolaso)

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