Tensioni Lega-M5S e lo spread vola verso quota 300

Il differenziale Bund-Btp raggiunge i 282 punti. Di Maio accusa Salvini di “sparate irresponsabili” che mettono a rischio l'economia

Foto Roberto Monaldo / LaPresse Nella foto Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Giuseppe Conte

ROMA – IL Governo non ha pace: le tensioni tra i due leader Salvini e Di Maio fanno salire lo spread verso quota 300 punti base. E’ il pentastellato Di Maio ad accusare Salvini di far salire il differenziale, con “sparate irresponsabili” che mettono a rischio l’economia. Il leader della Lega va ripetendo invece che “è un dovere superare i vincoli europei, non solo il 3% di rapporto deficit-Pil ma anche infrangere il 130-140% di debito”.

La contesa

Il leader della Lega Salvini mobilita tutte le energie dei suoi per mettere in campo proposte concrete per la volata finale verso il voto. Vuole superare il 30%: il M5s vuole impedirglielo o almeno limitare la distanza dalla Lega. Perciò Salvini prova a chiudere Di Maio nel recinto della sinistra con l’accusa di “intelligenza” con il nemico Pd. E Zingaretti sottolinea che di questo passo “non ci saranno più i soldi per scuola e sanità”, mentre Giorgetti sostiene che “se si litiga così, dopo il 26 per il governo andare avanti” sarà “insostenibile, ma si può ripartire”.

Di Maio non ci sta

Si ribella Di Maio e accusa il ‘socio’ di Governo: “Sono subdoli, Dio ce ne scampi”. Intanto tra i vari botta e risposta la Lega lavora a una flat tax al 5% su tutti gli aumenti di stipendio. Il ministro dell’Interno si prepara ad annunciare una nuova proposta della Lega da realizzare “entro l’anno per tanti italiani in difficoltà”. Tra i leghisti massimo riserbo. Ma emergono i profili di una proposta fiscale che intervenga là dove il reddito di cittadinanza non è arrivato. La famiglia è il nuovo terreno di scontro. Alla vigilia della riunione di Di Maio al ministero con il forum delle famiglie, per elaborare una proposta da coprire con il miliardo risparmiato dal reddito, il ministro leghista Lorenzo Fontana, non invitato al tavolo, presenta alla Camera due emendamenti al decreto crescita proprio sulla famiglia.

Il tesoretto pro famiglie

Saranno i soldi risparmiati dal reddito quelli che andranno incontro alle famiglie in difficoltà. La prima proposta è aumentare il bonus bebè da 80 a 110 euro per il ceto medio” chi guadagna fino a 35mila euro di reddito. E la seconda è una detrazione fiscale al 19% per spese fino a 1800 euro annui per pannolini e latte. “Finalmente proposte concrete”, esulta Salvini, che indica il modello francese. Ma il M5S lo accusa di plagio: “Copia solo”.

I botta e risposta

Intanto tra accuse e risposte, i tempi si allungano: M5S e Lega a stento si parlano e così rallenta tutta l’attività parlamentare. Rischiano di slittare a dopo le europee non solo il decreto crescita ma anche lo sblocca cantieri e il decreto per la sanità calabra. Ma dalla Lega fanno sapere che Salvini non sente né Di Maio né Conte da dieci giorni, dall’ultimo Consiglio dei Ministri sul caso Siri. “Fa l’offeso: vuole un invito in carta bollata?”, ribatte Di Maio. E Giorgetti ammette che se lunedì in Consiglio dei Ministri si vuole effettivamente decidere – come chiede la Lega – su Autonomia e decreto sicurezza, prima bisogna parlarsi. Un piccolo spazio ci sarebbe domani, con i due vicepremier nelle stesse ore a Roma. Ma Di Maio per ora chiude: “Nel Consiglio dei Ministri non ci saranno flat tax e autonomia. Il dl sicurezza devo leggerlo”.

Conte sereno

Il premier Giuseppe Conte però ostenta tranquillità. Per ora nel Consiglio dei Ministri è in programma il nuovo capo della Guardia di Finanza: sul resto si vedrà. “Il governo lavora in piena sintonia – afferma il premier – per realizzare progetti strategici, raggiungendo traguardi significativi per il rilancio del Sud”.

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