Iran, Hassan Rohani: Usa, la strada per la diplomazia è lunga e tortuosa

Il leader di Teheran dice di essere favorevole al dialogo anche se attualmente lʼunica soluzione possibile è la “resistenza” per la “guerra economia” imposta da Trump

Foto Roberto Monaldo / LaPresse In foto Hassan Rohani

TEHERAN– La strada che dovrebbe portare alla ripresa dei rapporti economici tra Iran e Usa è ancora lunga e tortuosa. E’ quanto in sostanza sostiene il presidente iraniano Hassan Rohani. Spiegando di essere per il dialogo e la diplomazia. Ma che “la situazione odierna non è adatta al dialogo e la nostra unica scelta è la resistenza rispetto agli Usa”.

No al conflitto militare

Nessuna mossa militare per la guerra economica imposta all’Iran. Hassan Rohani ha comunque ribadito che non sarà Teheran a fare la prima mossa militare. Ha inoltre assicurato che non intende far passare alla storia la sua amministrazione come quella che ha scatenato un conflitto.

Necessitano poteri forti

“Se fossimo usciti dal Jcpoa (l’accordo sul nucleare del 2015) a seguito degli atti provocatori degli Usa – ha aggiunto – allora oltre agli Usa anche l’Onu e il resto del mondo avrebbero imposto sanzioni nei nostri confronti. Secondo il presidente, tra l’altro, per combattere la guerra economica avviata dagli Stati Uniti contro l’Iran, il governo ha bisogno di poteri più forti, come quelli attribuiti al Consiglio supremo di guerra creato durante il conflitto con l’Iraq degli anni ‘80 per snellire il processo decisionale. La Repubblica islamica sta affrontando enormi difficoltà “nel settore bancario e nella vendita del petrolio – ha sottolineato Rohani, citato dall’Irna – Per questo oggi abbiamo bisogno di poteri di quel tipo”.

Le minacce di Trump

“Se l’Iran vuole lo scontro questa sarà ufficialmente la sua fine, mai più minacce agli Usa aveva detto Il presidente Donald Trump, su Twitter, scagliandosi si contro Teheran. Il monito all’indomani del lancio di un razzo che un razzo lanciato nella Green Zone di Baghdad dove si trova l’ambasciata Usa con corti sospetti sul regime di Teheran.

La risposta

Al messaggio di Trump rispose il generale Ali Hajilou, comandante delle forze di terra dell’esercito, spiegando di essere pronto a dare una risposta devastante a qualsiasi aggressione nemica. “I prodotti dei nostri scienziati militari – ebbe a dire – sono molto avanzati, e oggi grazie a loro siamo autosufficienti in campo militare”. Ad Hajilou si aggiunse anche Hesameddin Ashena definendo le Dichiarazioni di Trump “inconsistenti per costringerci ad accettare le sanzioni”

Aggiungendo che si “impegneranno a resistere a tutte le sanzioni”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome