Conti pubblici, guai per il governo: troppe divergenze con l’Ue, il negoziato rischia di saltare

Conte: "Impulsività nel condurre le trattative sulle nomine"

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 29-12-2018 Roma Politica Camera dei Deputati - Legge di Bilancio Nella foto Giuseppe Conte, Giovanni Tria Photo Roberto Monaldo / LaPresse 29-12-2018 Rome (Italy) Chamber of Deputies - Budget law In the photo Giuseppe Conte, Giovanni Tria

BRUXELLES – Restano le divergenze tra l’Italia e Bruxelles al Consiglio europeo sui conti pubblici. La missione di Conte non appare affatto facile: i signori della Commissione europea sembrano convinti di dover procedere con un’infrazione economica nei confronti dell’Italia che, con l’avvento del nuovo esecutivo, appare meno disposta a scendere a compromessi. E dovrà essere il presidente del consiglio Conte ancora una volta a farlo capire.

Le divergenze

Le divergenze sui conti pubblici restano, eccome. Ieri Conte ha incontrato i leader dell’Ue ma dai colloqui si evince che la trattativa appare tutt’altro che semplice. “Prenderemo anche in considerazione la risposta di Conte ieri – ha detto il Commissario agli Affari economici Pierre Moscovici – ma in questo momento una procedura per debito è giustificata, quindi andiamo a lavorare, in maniera costruttiva, per evitarla”. Poi ha aggiunto: “Ma non lo si fa attraverso scambi, commenti sulle regole: lo si fa sul rispetto delle regole che sono intelligenti e favoriscono la crescita”

La risposta di Conte

“Ritengo nostro dovere aprire adesso, senza ulteriore indugio – aveva scritto il presidente del Consiglio – una fase costituente per ridisegnare le regole di Governo delle nostre società e delle nostre economie riconsiderando modelli di sviluppo e crescita che si sono rivelati inadeguati di fronte alle sfide poste da società impoverite, attraversate da sfiducia, rancore e delusione”.

Conte ha annunciato che “mercoledì in Consiglio dei ministri faremo definitivamente l’assestamento di bilancio per certificare che i conti vanno meglio del previsto”, supportato anche da Giovanni Tria che ha fatto richiesta alla Cassa depositi e prestiti un extra dividendo per quasi un miliardo di euro”.
Per scongiurare che l’Ue applichi la procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese, Conte al Conte al Consiglio europeo metterà sul piatto tagli per 2 miliardi di euro della spesa pubblica, concordata proprio lo scorso dicembre, e risparmi di circa 3 miliardi ricavati dal Reddito di cittadinanza e Quota 100.

Sì alle regole ma uguali per tutti

“Se siamo in un sistema integrato – ha evidenziato Conte – dobbiamo competere con le sfide globali ma all’interno dell’Ue le regole devono essere uguali per tutti. Io voglio competere, ma a parità di armi”.
E sul Consiglio llii dei ministri ha fatto sapere che “mercoledì ci sarà definitivamente l’assestamento di bilancio per certificare che i conti vanno meglio del previsto. Mercoledì potremo certificare che siamo attorno al 2,1% del deficit e non al 2,5 come prevede la commissione Ue”

L’obiettivo

Resta quello di chiudere l’anno in corso con un deficit al 2,1% del Pil, al di sotto dunque del 2,5% stimato dalla Commissione Ue.

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