Gare truccate: arrestato Antonio Potenza, sindaco leghista di Apricena

Il primo cittadino, esponente della Lega, insieme ad altre due persone è finito ai domiciliari per presunte irregolarità nelle gare per l'aggiudicazione di commesse pubbliche

APRICENA – Ai domiciliari il sindaco Antonio Potenza, esponente leghista. E’ stato arrestato insieme ad altre due persone nell’ambito di una indagine della procura di Foggia su presunte irregolarità nelle gare per l’aggiudicazione di commesse pubbliche.

Le indagini

L’inchiesta è scattata dopo una denuncia sporta alla guardia di finanza. L’accusa mossa al primo cittadino di Apricena, cittadina in provincia di Foggia, è quella di aver favorito un ‘suo’ imprenditore.

Sono stati accertati reati gravi come quelli di natura fiscale, fatturazione per operazioni inesistenti, false dichiarazioni di redditi.

Ai coinvolti nell’attività investigativa vengono contestati a vario titolo i reati di concussione, abuso d’ufficio e peculato in relazione all’utilizzo di una Opel Mokka, acquistata in leasing dal Comune, per scopi personali.

Il do ut des

Nel 2016 risulta una denuncia a Potenza da parte di un suo collaboratore. L’uomo avrebbe raccontato di essere stato contattato dal sindaco e da Bianchi nel 2012, prima delle elezioni, affinché “desse una mano per la campagna elettorale in cambio di un posto di lavoro quale corrispettivo dell’ausilio fornito per portare voti a Potenza”. Oltre a 1300 euro in contanti a titolo di compenso per l’aiuto. E, sempre tale collaboratore, all’indomani delle elezioni andate a buon fine, avrebbe chiesto al neo sindaco di far lavorare tre muratori del posto per la ristrutturazione del cimitero comunale. Ma Potenza si sarebbe rifiutato affermando che quei lavori erano già stati promessi a un consigliere comunale.

Peculato

I fatti riguarderebbero un viaggio del sindaco a San Severo a titolo del tutto personale e all’Asl di Foggia per l’acquisire un parere preventivo necessario per un progetto privato curato dal suo studio. Nel novembre del 2017, inoltre, Potenza aveva affidato verbalmente a una ditta il compito di bonifica del suo ufficio da microspie (ne vennero trovate due) e per installare un impianto di videosorveglianza.

Concussione

Potenza avrebbe ‘convinto’ una sua collaboratrice a rinunciare a un posto da amministrativo in Comune favorendo, di contro, il secondo degli idonei, una persona di Forza Italia, all’epoca partito di riferimento del sindaco.

Gli altri due arrestati

Sono un amministratore pubblico e un imprenditore. L’ordinanza cautelare riguarda in tutto 15 persone: gli altri 12, tra pubblici ufficiali e professionisti, sono stati sottoposti a misure di natura interdittiva.

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