Fitch non cambia idea: rating Italia a ‘BBB’ con outlook negativo

La nuova sessione di esami non è comunque conclusa

Photo: Cem Ozdel / AA / TT / kod 10611 ***FRANCE OUT***

MILANO – Al termine di una giornata complicata per l’economia italiana, spazzata dai venti della crisi di governo con Piazza Affari in pesante calo e lo spread tra Btp e Bund che torna ad affacciarsi a quota 240 punti base, da Fitch arriva una buona notizia. L’agenzia di rating ha confermato il giudizio sull’Italia a livello ‘BBB’ con outlook negativo. Il temuto downgrade non c’è stato e il livello “spazzatura”, che creerebbe non pochi problemi in termini di possibilità di intervento in caso di difficoltà da parte della Banca centrale europea – per altro nell’imminenza di una possibile ripresa del quantitative easing – rimane a due gradini di distanza.

Fitch non cambia idea sull’Italia

Non che il quadro dipinto nella nota che accompagna la decisione sia lusinghiero. L’agenzia di rating parla infatti di “un livello estremamente alto di indebitamento pubblico, un trend di crescita del Pil molto basso, rischi politici e incertezza derivanti dall’attuale dinamica politica e rischi associato al ribasso per le nostre proiezioni sul debito”. Ma intanto anche questo scoglio è superato, dopo che già in luglio a lasciare invariata la pagella tricolore era stata la canadese Dbrs.

Si aspettano i giudizi di Moody’s e Standard & Poor’s

La nuova sessione di esami non è comunque conclusa. A esprimersi toccherà nei prossimi mesi ad altre due big: il 6 settembre sarà la volta di Moody’s, mentre a ottobre toccherà a Standard & Poor’s. Nel primo caso partiamo da ‘baar3’, a un solo passo dal “junk”, nel secondo da un altro ‘BBB’ con outlook negativo. Tornando infine a Fitch, un dato positivo è l’abbassamento della stima sul deficit per il 2019, portata al 2,1% del Pil dal 2,3% prospettato in precedenza grazie a entrate fiscali superiori alle attese.

Il debito

Per quanto riguarda il debito, però, l’agenzia anticipa per il 2021 il raggiungimento di una quota pari al 134,7% del Pil. Anche se nuove elezioni – si legge nella nota – potrebbero portare a un “moderato potenziale di rialzo” per quanto riguarda la sua sostenibilità nel medio termine, qualora dalle urne emergesse un esecutivo più stabile. Il prodotto interno lordo in quanto tale, infine, è dato in crescita dello 0,1% quest’anno e dello 0,5% nel prossimo.

(AWE/LaPresse/di Marco Valsecchi)

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