Salvini spiazza Di Maio: sì al taglio dei parlamentari. “Votiamolo e subito dopo andiamo alle urne”. L’Aula boccia la calendarizzazione della sfiducia a Conte per domani

Il leader del Carroccio: "Cosa c'è più bello di dare la parola agli italiani? Ma capisco il terrore di Renzi, gli italiani lo rispedirebbero subito a casa". Il premier parlerà martedì ai senatori

Foto:Cecilia Fabiano - LaPresse 13-08-2019 Roma( Italia) Politica: Crisi di governo Il ministro Matteo Salvini esce dalla residenza romana in attesa del voto al Senato Nella foto: Matteo Salvini Photo: Cecilia Fabiano - LaPresse August,13, 2019 Rome ( Italy ) Politics: Government crisis minister Matteo Salvini leaving his roman residence waiting for the senate vote In the pic: Matteo Salvini

Lo ha preso in contropiede. Matteo Salvini ha calato l’asso. Il leghista è convinto, vuole andare al voto subito, il prima possibile, ma è pronto a dare a Luigi Di Maio quello che vuole: il taglio dei parlamentari.

Il ministro degli Interni, dal suo banco di senatore, dopo gli interventi degli altri colleghi del centrodestra, ha preso la parola tra le grida degli avversari: “Sono lontani i riti della politica dal paese reale che non capisce perché non si devono disturbare i parlamentare a Ferragosto. L’Italia – ha dichiarato il vicepremier in giacca blu – vuole avere certezza, la cosa più bella è dare la parola al popolo. Cosa c’è di più bello? Non capisco questo terrore. Capisco Renzi, fossi in lui mi agiterei nella stessa maniera. Per i disastri che ha fatto gli italiani lo rimanderebbero subito a casa”.

E’ stato bravo il leader del Carroccio. Il suo stop al governo, proprio quando Giuseppe Conte aveva dato il proprio sì alla Tav, rischiava di non essere compreso, di essere visto soltanto come una mera voglia di correre alle urne per capitalizzare il consenso attuale (ricostruzione reale). Ma con un colpo di scena ha spostato l’attenzione sul tema usato dai grllini per incalzarlo, per cercare di metterlo nell’angolo. E lo ha fatto durante la seduta chiamata a decidere i tempi della sfiducia: “In questi giorni ho sentito l’amico e collega Luigi Di Maio che ha detto: votiamo il taglio dei 345 parlamentari e poi andiamo al voto. Rilancio – ha spiegato il capo del Viminale -, calendarizziamo il voto per il taglio la settimana prossima e poi andiamo a votare”. Prima di concludere ha lanciato un monito agli ormai ex alleati: “Dico ai 5 Stelle, pensateci bene prima di allearvi col Pd”.

Dopo Salvini ha preso la parola Andrea Marcucci. Duri i toni usati dal senatore Dem contro il leghista: “Che questo governo a trazione Salvini-Cinque Stella finisca è un bene oggi. Ma ho paura dei suoi modi, dell’idea dell’Italia che ha. E’ per questo che apriremo questa crisi rispettando i tempi”.

Accolta con sorpresa l’apertura di Salvini dal Movimento 5 Stelle: “La proposta di votare il taglio dei parlamentari – ha affermato il capogruppo grillino – è possibile solo se domani non viene votato la sfiducia al governo, quindi mi aspetto che venga ritirata la proposta di Romeo”.

La maggioranza di Palazzo Madama ha respinto la calanderizzazione proposta da Lega, Fi e Fdi, che volevano il voto sull’esecutivo Conte già domani. Movimento e Pd hanno votato compatti. Come deciso ieri nella conferenza, il prossimo appuntamento in aula è stato fissato per martedì prossimo: il premier parlerà ai senatori. Adesso la ‘palla’ torna ai grillini: dovranno decidere se accettare o meno la mano tesa dall’ex amico sul taglio dei parlamentari. Se risponderanno picche, all’orizzonte c’è la loro alleanza con Renzi

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